“Se il Sindaco può far piovere e nevicare”

Il servizio più importante di domenica scorsa di Report è stato il premio di produttività ai dirigenti. Un tema sul quale la trasmissione è intervenuta più volte, a sottolinearne l’importanza. Il premio va dato solo se si fa qualcosa di straordinario, altrimenti ci si deve “accontentare” dello stipendio, che non è poco.

Può mai costituire un obiettivo di servizio portare i dipendenti a visitare il nuovo palazzo comunale? O la preparazione di slide per un incontro? O il numero di riunioni? O la dotazione di materiale per l’Ufficio o per il personale? O un capitolato preparato da altri?

Nei giorni scorsi a Manfredonia i dirigenti hanno ricevuto il compenso per l’anno 2013, sospeso perché la documentazione era insufficiente e i beneficiari hanno dovuto presentare “le richieste autocertificazioni”. Credo che l’insufficienza riguardasse la superficialità delle relazioni e obiettivi non pertinenti. Dopo due anni, il nucleo di valutazione esprime parere favorevole!

L’apparato amministrativo degli enti locali è fondamentale per governare e per lo sviluppo del senso civico, che si basa su regole condivise e sul rispetto della cosa pubblica e dei diritti di tutti. Non entro nel merito di alcuni aspetti “discutibili” della determina sul compenso, ma fare qualche considerazione sul ruolo e l’efficienza della burocrazia comunale.

Le competenze. Nella trasmissione “Report”, si sottolineava che gli obiettivi sono raggiunti con il lavoro dei “dipendenti” tutti (anzi spesso sono loro a fare tutto). Non è sempre vero che il dirigente è colui che sa e il dipendente è colui che “dipende” (cioè non sa). La vera posta in gioco è, nella complessità odierna, l’assunzione di un atteggiamento consapevole dei limiti delle conoscenze possedute.  Ed è buon senso passare da un approccio gerarchico a uno collaborativo. Le conoscenze si trasmettono nello scambio, nella collaborazione tra soggetti diversi. Le competenze sono legate soprattutto al sapere come fare e non che cosa fare. Il “che cosa fare” viene dalla politica e anche, in una buona amministrazione, dalla voce e dal punto di vista dei cittadini.

La tentazione politica. Ci sono dirigenti e funzionari che svolgono attività politica. Che dirigenti e funzionari possano iscriversi ai partiti è normale, ma è  corretto e opportuno che facciano parte  degli organismi dirigenti di un partito? “Sono commissari politici”, mi ha detto scherzando, ma non troppo, un dirigente del PD. Proprio tra i dipendenti legati a gruppi politici è diffusa la cultura che “tutto è possibile”. Mi è capitato spesso di ascoltare da responsabili di servizio o dirigenti: “Se il sindaco vuole può far piovere e nevicare”.

Responsabilità. Stupisce sempre nel dibattito sul bilancio e su altro l’assenza di riferimenti ai dirigenti. C’è stato un segretario comunale 4 – 5 anni fa (per qualche mese), che chiedeva a tutti i dirigenti di essere presenti al consiglio Comunale. Si parla di bilancio come un enorme ammasso indecifrabile… E’ fatto di tante voci. I dirigenti sono i responsabili della gestione dei fondi! Racconto un piccolo episodio. Anni fa ebbi per un breve periodo la delega al randagismo, il segretario generale di allora (in pensione da qualche anno) mi espresse le sue preoccupazioni per la spesa eccessiva (era intorno a 200.000 euro) e un servizio poco efficace. Elaborammo un percorso: incontri ripetuti tra tutti i soggetti,  sterilizzazione cagne randagie, adozioni, pressioni sui comuni vicini (da Mattinata erano stati lasciati cani a Manfredonia), controllo del territorio… La spesa, per l’impegno di quel dirigente, diminuì in un anno di ca 30.000 euro. Ora mi dicono che abbia raggiunto 400.000 euro!

Lingua. Il primo articolo di questo blog parlava del lingua usata dalla burocrazia. Si concludeva con una considerazione di Tullio De Mauro: “il pubblico funzionario non è un cittadino al servizio dei cittadini. E’ Dio che sul monte Oreb dà le leggi a Mosè. O quanto meno Mosè che dà i comandamenti al popolo eletto”. La chiarezza della lingua è alla base della democrazia  e della partecipazione; non potrebbe, quindi, costituire un elemento di valutazione? Gruppi di cittadini che “valutano” la comprensione di delibere, determinazioni, atti amministrativi…




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