
Siccità e caro gasolio mettono in ginocchio le campagne
Si aggrava l’emergenza climatica nelle campagne pugliesi, dove il caldo estremo e la persistente siccità stanno mettendo a dura prova le principali produzioni agricole regionali, dall’olivicoltura alla vitivinicoltura, dal grano duro all’uva da tavola, fino all’ortofrutta, ai pascoli e agli allevamenti. A pesare sulle imprese agricole non è soltanto la scarsità di acqua, ma anche l’impennata dei costi necessari per garantire l’irrigazione delle colture. È quanto denuncia Coldiretti Puglia sulla base dell’andamento dei prezzi del gasolio agricolo nella regione. In Puglia il prezzo medio rilevato dal MIMIT è di 2,095 euro al litro per il gasolio self service e di 2,004 euro al litro per la benzina self service, mentre il GPL si attesta a 0,724 euro al litro e il metano a circa 1,679 euro al chilogrammo, confermando il peso crescente dei costi energetici.
A rendere ancora più pesante la situazione è il rincaro del gasolio agricolo, indispensabile per alimentare le motopompe utilizzate per il prelievo dell’acqua dai pozzi aziendali – insiste Coldiretti Puglia – dato che in questo periodo le aziende agricole pugliesi con maggior fabbisogno irriguo arrivano a consumare e scaricare oltre 5.000 litri di gasolio alla settimana per garantire l’irrigazione di soccorso delle colture. In Puglia si è passati dagli 0,85 euro al litro del periodo precedente alla guerra agli attuali 1,28 euro al litro, con un incremento di 43 centesimi, pari al 50,6%. Su un consumo di oltre 5.000 litri settimanali, il maggior costo supera i 2.150 euro a settimana e arriva a circa 8.600 euro in un mese, una cifra che pesa fortemente sui bilanci aziendali proprio nel momento in cui gli agricoltori sono costretti ad aumentare gli interventi irrigui per difendere le produzioni dal caldo e dalla siccità.
Il rincaro del carburante produce inoltre effetti a catena sull’intera attività agricola. L’aumento delle quotazioni del petrolio incide infatti anche sul costo delle materie plastiche – aggiunge Coldiretti Puglia – utilizzate nelle aziende agricole, facendo lievitare i prezzi di tubi per l’irrigazione, teli per la pacciamatura, reti di protezione e di raccolta, oltre a numerosi altri materiali indispensabili per le produzioni agricole pugliesi.
Le alte temperature e la cronica carenza di risorse idriche stanno aumentando il fabbisogno irriguo proprio nel periodo più delicato per le produzioni pugliesi – insiste Coldiretti Puglia – quando per salvare raccolti e garantire la qualità delle produzioni, gli agricoltori sono costretti a ricorrere sempre più frequentemente all’irrigazione di soccorso, utilizzando l’acqua dei pozzi, con un forte aggravio dei costi per il funzionamento delle motopompe.
L’emergenza conferma l’urgenza di investire nelle infrastrutture idriche, considerato che oggi l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi – dice Coldiretti Puglia – ma in Puglia la situazione è aggravata dalle perdite della rete idrica, dove circa il 42% dell’acqua immessa viene disperso prima di raggiungere aziende agricole e cittadini, rendendo ancora più urgente il potenziamento delle infrastrutture e l’ammodernamento del sistema di distribuzione.
Per Coldiretti Puglia è indispensabile accelerare sulla realizzazione del Piano Invasi, con la costruzione di nuovi bacini di accumulo e il recupero di quelli esistenti, per raccogliere l’acqua piovana nei periodi più piovosi e renderla disponibile nei momenti di maggiore bisogno. Si tratta di un progetto strategico che consentirebbe di ridurre gli effetti della siccità, contenere il rischio di alluvioni, garantire risorse idriche per l’agricoltura e gli usi civili e produrre anche energia idroelettrica rinnovabile, aumentando la resilienza del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici.
Occorre inoltre ridurre le perdite lungo le reti di distribuzione, rendere più efficiente il sistema irriguo e sostenere gli investimenti delle imprese agricole per affrontare una crisi climatica che ormai è diventata strutturale. L’acqua rappresenta oggi la prima infrastruttura per la competitività dell’agricoltura pugliese e la sua disponibilità – conclude Coldiretti Puglia – è determinante per salvaguardare le produzioni simbolo del Made in Puglia, dall’olio extravergine di oliva ai vini, dal grano duro all’uva da tavola, dagli ortaggi alla frutta, fino alle produzioni zootecniche, garantendo reddito alle imprese agricole e sicurezza alimentare ai cittadini.


