San Giovanni Rotondo

San Giovanni Rotondo, Maimone (Rete Mondiale del Turismo Religioso): «Padre Pio è un patrimonio del mondo. Difendiamo la sua eredità spirituale e culturale»

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San Giovanni Rotondo, Maimone (Rete Mondiale del Turismo Religioso): «Padre Pio è un patrimonio del mondo. Difendiamo la sua eredità spirituale e culturale»

Il Coordinatore italiano della World Religous Tourism Network: «Non è soltanto una questione di presenze turistiche. È in gioco la capacità di una comunità di custodire e trasmettere una delle figure spirituali più conosciute del nostro tempo. Serve una strategia internazionale all’altezza del nome di Padre Pio»

Roma, 8 ottobre 2026 – Ci sono luoghi che non possono essere misurati soltanto attraverso il numero degli arrivi. E ci sono figure spirituali la cui forza non può essere affidata soltanto alla memoria.

San Giovanni Rotondo e Padre Pio appartengono a questa categoria.

È quanto ha dichiarato Biagio Maimone, coordinatore della World Religious Tourism Network, nel corso di un’intervista radiofonica, intervenendo sulle difficoltà che stanno interessando il turismo e l’economia di San Giovanni Rotondo e sulla necessità di una nuova strategia internazionale per rilanciare la destinazione.

«Non possiamo assistere in silenzio a un indebolimento di San Giovanni Rotondo – ha dichiarato Maimone – perché qui non è in gioco soltanto il turismo. È in gioco la capacità di custodire, valorizzare e trasmettere al mondo il patrimonio spirituale di Padre Pio. E questo patrimonio non appartiene soltanto a una città: appartiene alla storia spirituale dell’Italia e alla memoria di milioni di persone nel mondo».

La World Religious Tourism Network, rete internazionale presente in 18 Paesi, intende mettere a disposizione di San Giovanni Rotondo relazioni, competenze e capacità di comunicazione internazionale, con l’obiettivo di contribuire a una nuova stagione di promozione del territorio e dei luoghi legati a Padre Pio.

«PADRE PIO NON PUÒ ESSERE RACCONTATO COME UNA SEMPLICE DESTINAZIONE TURISTICA»

«Padre Pio – ha sottolineato Maimone – non può essere ridotto a un’immagine, a un santuario o a una destinazione da visitare in poche ore. La sua figura ha una dimensione spirituale, umana e universale. Se milioni di persone continuano a riconoscersi nella sua testimonianza, allora abbiamo il dovere di costruire una comunicazione internazionale capace di spiegare alle nuove generazioni perché Padre Pio continua a parlare al cuore delle persone».

La difficoltà attraversata oggi da San Giovanni Rotondo, secondo Maimone, deve quindi diventare l’occasione per ripensare il modello di promozione della destinazione.

«Dobbiamo smettere di pensare soltanto in termini di “arrivi” – ha affermato nel corso dell’intervista radiofonica – e iniziare a parlare di esperienza, di cammino, di incontro, di spiritualità. Il pellegrino del futuro non cerca soltanto una meta: cerca un significato».

LA FORZA DI PADRE PIO COME MOTORE DI UN NUOVO MODELLO

La proposta della World Religious Tourism Network punta a trasformare la forza di Padre Pio in un elemento propulsore per l’intero territorio.

San Giovanni Rotondo può diventare il centro di un sistema più ampio capace di collegare spiritualità, cultura, natura, cammini, enogastronomia e comunità locali, coinvolgendo il Gargano e il Mezzogiorno.

«Padre Pio può essere la porta attraverso la quale milioni di pellegrini scoprono non soltanto San Giovanni Rotondo, ma il Gargano e il Sud Italia – ha dichiarato Maimone –. È questa la grande opportunità che abbiamo davanti».

IL CONFRONTO CON ASSISI

Nel corso dell’intervista, Maimone ha richiamato anche il caso di Assisi, precisando che non deve essere interpretato come una contrapposizione tra luoghi della fede.

«Assisi dimostra quanto possa essere potente una narrazione internazionale della spiritualità. Non dobbiamo contrapporre Assisi a San Giovanni Rotondo. Dobbiamo piuttosto chiederci perché l’Italia non possa valorizzare contemporaneamente tutte le sue grandi capitali spirituali. La forza di un luogo non deve diventare la debolezza di un altro».

Secondo Maimone, il rilancio di San Giovanni Rotondo deve partire proprio dalla capacità di valorizzare ciò che rende unico il suo patrimonio spirituale.

«LA RETE MONDIALE È PRONTA A FARE LA PROPRIA PARTE»

La World Religious Tourism Network intende ora mettere a disposizione di San Giovanni Rotondo la propria rete internazionale.

«Proporrò alla città un percorso concreto di collaborazione. La nostra Rete è pronta a mettere a disposizione competenze e capacità di comunicazione. Non vogliamo limitarci a commentare una difficoltà: vogliamo contribuire ad affrontarla».

L’iniziativa, nelle intenzioni di Maimone, dovrà coinvolgere istituzioni, comunità religiosa, operatori turistici, imprese, associazioni e cittadini.

«Serve una grande alleanza. San Giovanni Rotondo deve tornare a raccontarsi al mondo con una voce forte, autorevole e contemporanea».

NON SOLO TURISMO: UNA QUESTIONE DI FUTURO

Dietro il tema delle presenze turistiche, secondo la World Religious Tourism Network, c’è una questione molto più ampia.

Quando diminuiscono i pellegrini diminuiscono anche le opportunità per alberghi, ristorazione, commercio, servizi e occupazione.

«Difendere il turismo religioso significa anche difendere il lavoro e la vita delle comunità – ha affermato Maimone –. Nei territori del Mezzogiorno, dove lo spopolamento rappresenta una delle grandi emergenze del nostro tempo, il turismo religioso può diventare uno strumento concreto di sviluppo sostenibile».

Da qui anche la necessità di investire nei cammini spirituali.

La World Religious Tourism Network è impegnata nella progettazione e promozione di nuovi itinerari, tra cui il progetto del Cammino spirituale dell’area sud della Basilicata, nella convinzione che il futuro del turismo religioso passi sempre più dalla costruzione di reti tra territori.

«SAN GIOVANNI ROTONDO DEVE TORNARE A CREDERE NELLA PROPRIA FORZA»

Il messaggio conclusivo di Maimone è netto:

«San Giovanni Rotondo non deve difendersi dalla storia. Deve avere il coraggio di riscrivere il proprio futuro partendo dalla propria identità. E quella identità ha un nome che il mondo conosce: Padre Pio».

«Non possiamo permettere – ha concluso Maimone – che una fase di difficoltà economica venga interpretata come un destino inevitabile. La storia di Padre Pio è una storia di fede, di speranza e di prossimità alle persone. San Giovanni Rotondo deve trasformare proprio questi valori nella forza della sua nuova stagione internazionale».

Il prossimo appuntamento sarà il 26 ottobre a Milano, dove la World Religious Tourism Network promuoverà il convegno nazionale “Il capitale spirituale dell’Italia”, dedicato al rapporto tra spiritualità, turismo, sviluppo sostenibile e valorizzazione dei territori.

Perché la vera sfida, oggi, non è soltanto riportare più persone a San Giovanni Rotondo.

È fare in modo che il mondo continui a riconoscere, conoscere e incontrare il messaggio di Padre Pio.

E per farlo, San Giovanni Rotondo non può restare spettatrice. Deve tornare protagonista.