Politica Manfredonia

Ritucci: “Chi governa davvero il bilancio a Manfredonia?”

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Consiglio Comunale Manfredonia: Chi governa davvero il bilancio? La domanda di Ritucci alla Giunta

Consiglio Comunale: sul Bilancio, Ritucci mette la Giunta davanti al problema della competenza

L’urgenza è il punto di partenza. Ma la questione sollevata da Massimiliano Ritucci nel Consiglio comunale del 19 ottobre va molto più a fondo: questa amministrazione ha le competenze necessarie per governare il bilancio e confrontarsi con gli uffici, oppure finisce per recepire decisioni che maturano altrove?

È questa la domanda politica che il consigliere di minoranza di AgiAMO ha posto alla Giunta durante la discussione sulla variazione di bilancio presentata con urgenza. Una domanda scomoda, che merita una risposta nel merito. Perché discutere della capacità di un’amministrazione di gestire le risorse pubbliche significa discutere della sua capacità di governare.

Ritucci ha contestato, anzitutto, il ricorso ripetuto all’urgenza. Secondo quanto ha riferito in aula, tutte e sette le variazioni di bilancio di quest’anno sono passate attraverso questa modalità, con il Consiglio chiamato a ratificare decisioni già assunte dalla Giunta. Anche sulla sussistenza dell’urgenza del provvedimento in discussione ha espresso forti dubbi.

La contestazione investe il ruolo dell’assemblea: se il passaggio consiliare si riduce sistematicamente alla ratifica, quale spazio resta per un confronto capace di incidere sulle scelte? L’urgenza va spiegata e motivata ogni volta. La sua ripetizione, da sola, non basta a renderla convincente.

Ma il passaggio più netto dell’intervento ha riguardato l’adeguatezza politica e tecnica dell’assessorato al Bilancio. Rivolgendosi all’assessora Cecilia Simone, Ritucci ha distinto esplicitamente la stima personale dal giudizio sull’esercizio della delega. Ne ha riconosciuto educazione e disponibilità, sostenendo, però, che il settore abbia bisogno di una guida con competenze più solide, mentre la Simone – che vanta studi umanistici – non può essere a capo del settore economico-finanziario di un Comune a gestione complicata come Manfredonia. Infatti, dimostra molto spesso difficoltà nel sostenere confronti in aula sotto l’incalzare delle eccezioni dei consiglieri di minoranza.

È una distinzione che va presa sul serio. La correttezza nei rapporti personali è un valore, ma non esaurisce i requisiti richiesti a chi assume una responsabilità amministrativa tanto delicata. Un incarico pubblico comporta anche questo: essere sottoposti a un giudizio severo sui risultati e sulla capacità di affrontare i problemi.

Per Ritucci, la delega al Bilancio, vista la particolare situazione finanziaria dell’Ente, avrebbe dovuto essere sottratta agli equilibri politici della maggioranza e affidata a una figura capace di unire preparazione tecnica e responsabilità politica. La sua accusa è precisa: alla Giunta mancherebbe un interlocutore in grado di comprendere fino in fondo il lavoro dell’ufficio di ragioneria, verificarne la correttezza delle indicazioni ed imporre ad esso le scelte e le strategie da adottare da parte dell’amministrazione.

È dentro questo ragionamento che si colloca la replica al sindaco sulle risorse rimaste bloccate dal 2020. «Non siete stati voi, sindaco […] ve li hanno fatti sbloccare», ha affermato Ritucci, contestando il merito politico rivendicato dall’amministrazione.

Si tratta di una lettura di quella parte di minoranza rappresentata da Ritucci e dal collega Antonio Tasso (Sipontum) – ieri assente per motivi di salute – che richiede riscontri sui singoli atti. Il nodo politico, però, resta: quanto pesa l’indirizzo della Giunta nelle decisioni finanziarie? E quanto, invece, l’amministrazione dipende da valutazioni che non riesce a discutere con sufficiente competenza? Il necessario rispetto delle responsabilità degli uffici non solleva chi governa dal dovere di capire, interrogare e spiegare.

Ritucci ha, dunque, chiesto un cambio di guida nell’assessorato. Una richiesta radicale, coerente con la gravità del giudizio espresso.

Anche un esponente di maggioranza di profilo ragguardevole ha rubricato l’intervento come «critica politica»: dura, aspra, ma rispettosa dei ruoli. Un riconoscimento significativo, perché riporta il confronto sul terreno appropriato. Mettere in discussione l’adeguatezza di un assessore rientra pienamente nel controllo politico esercitato da esponenti di minoranza.

La Giunta può respingere questa analisi. Per farlo in modo convincente deve dimostrare di conoscere e guidare le scelte di bilancio, chiarire le ragioni delle urgenze e rendere leggibile il rapporto tra decisioni politiche e valutazioni degli uffici. È su questo terreno che si misura la sua autorevolezza. Ed è su questo terreno che la contestazione di Ritucci attende una risposta.

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