Musica

Quando Rino Gaetano cantò Manfredonia: “Perché non dedicargli una via?”

Manfredonia – SULLE ali delle sue parole scomode, lui, sull’atteggiamento di chi stava anticipando i tempi in modo veloce quasi vorace, soffiava come un solfeggio di vita già vissuta; parole le sue che erano come pietre da scaraventare addosso ad ogni stato di denuncia, si era lasciato prendere da tutto ciò ch’era irrazionale,sulle onde della povera gente, emarginati e sfruttati, proprio con quelle sue parole, superato gli inizi molto difficili, per poter iniziare ad incidere dischi, nel momento più di notorietà Rino cantava il malcontento, ironizzava personalità importanti e sicché per questo motivo era sempre ed esclusivamente mal visto.

Sulle note della sua musica a dir poco al solo ascolto poteva sembrare al detto di certi critici a volte banale, ma non lo era affatto, anzi tutto il contrario più delle volte in quelle poche note creava vere melodie davvero originali. Sulle ali di far tornare a cantare Rino, colui il quale venne più di una volta a Manfredonia, ma i manfredoniani non lo sanno, e non si sono mai chiesti perché la sua canzone “Agapito Malteni il Ferroviere”, come lo chiamavo io, che di ferrovia ci bazzicavo quasi ogni giorno.

Già Agapito una sonorità di Rino molto suggestiva e particolare, lui Agapito giovane macchinista di origine calabrese, abitava a Manfredonia zona Stazione Campagna, luogo all’epoca non molto frequentato, parliamo del ’74. La sua tratta che svolgeva come lavoro con il suo locomotore era per il più delle volte quello per Roma. Così Gaetano ha lasciato un segno nel nostro paese e che quindi va ricordato per il grande autore che è stato che lo è tuttora oggi, scoperto da migliaia di giovani e di ogni generazione.

Torna a cantare per Manfredonia, lui che è stato tra gli scomodi degli scomodi, lui che un giorno lo hanno lasciato morire in un tacere omertoso che non si è mai potuto capire,che non si è mai voluto accertare,per quale causa o ragione ancora non so.

di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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