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E’ “fatto divieto a chiunque” di mantenere un “abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”: è questo uno dei passaggi di un’ordinanza anti-prostituzione firmata dal sindaco di Terni, Leonardo Latini (Lega), e finita al centro di una polemica politica.
“No, non siamo in Afghanistan sotto il regime talebano ma in Umbria” ha scritto la parlamentare dei 5 stelle Emma Pavanelli in una nota, in cui sottolinea che “il sindaco di Terni emana un’ordinanza che impone alle donne il divieto di abbigliamento “provocante, pena l’equiparazione a prostitute”.


