Manfredonia

Orietta Scircoli, il ricordo di una donna che sapeva esserci

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Orietta Scircoli, il ricordo di una donna che sapeva esserci

MANFREDONIA – Nel dolore per la scomparsa di Orietta Scircoli, il pensiero torna alla persona che era e al valore della sua presenza nella vita di chi l’ha conosciuta. Prima della tristezza di questo momento c’è una storia umana che merita di essere ricordata, fatta di attenzione verso gli altri e di una sensibilità che dava profondità ai rapporti.

Orietta sapeva dare spazio alle persone. L’ascolto, per lei, non era soltanto lasciare parlare qualcuno, ma riconoscere l’importanza di ciò che stava vivendo. Nel suo modo di prendersi cura degli altri c’era la capacità di far sentire una persona accolta, di non lasciare che una preoccupazione o una fragilità diventassero anche solitudine.

Amava le farfalle, e mi piace che nel suo ricordo trovi posto anche questo particolare. Perché una persona rimane con noi non soltanto per ciò che ha fatto, ma anche attraverso le cose che amava. Così, incontrare i colori di una farfalla potrà diventare un’occasione per ripensare a Orietta, lontano dalle parole dolorose di questi giorni, e ritrovare qualcosa della sua sensibilità. Un’associazione semplice, capace forse, con il tempo, di accompagnare la commozione con un sorriso.

Per me era un’amica. E ricordarla significa anche riconoscere la fortuna di averla conosciuta, senza lasciare che il dolore dell’addio occupi tutto lo spazio. La sua vita non si riassume nella notizia della sua scomparsa: conta ciò che ha rappresentato, l’affetto che ha suscitato, quello che ciascuno porterà con sé del rapporto con lei. Ci sono ricordi che appartengono soltanto a chi li ha vissuti, e che non hanno bisogno di essere raccontati pubblicamente per continuare ad avere valore.

Angelo Riccardi