Scuola

Manovra, scuola nel mirino: allarme in Puglia

Manovra 2027, quasi 7mila posti tagliati tra docenti e ATA. Proteste in tutta Italia e preoccupazione in Puglia per il futuro della scuola.

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La scuola italiana è in rivolta contro i nuovi tagli previsti dalla Manovra 2027. La protesta coinvolge insegnanti, personale ATA, studenti, famiglie e sindacati. Al centro delle polemiche ci sono 6.974 posti destinati a scomparire dagli organici scolastici, una riduzione che rischia di avere conseguenze significative anche in Puglia. La notizia, rilanciata oggi 2 novembre da Repubblica, ha alimentato lo scontro politico. Le opposizioni accusano il Governo Meloni di indebolire ulteriormente l’istruzione pubblica. I sindacati denunciano una scelta che potrebbe compromettere la qualità della didattica. Particolarmente preoccupante appare la situazione del personale amministrativo e ausiliario. Intanto, gli studenti annunciano nuove mobilitazioni contro i provvedimenti dell’esecutivo. Il prossimo appuntamento nazionale di protesta è previsto per il 20 novembre.

Tagli a docenti e ATA: quasi 15mila posti in meno in tre anni

Secondo quanto previsto dall’articolo 66 del disegno di Legge di Bilancio, dall’anno scolastico 2027/2028 saranno eliminati 4.925 posti di docenti e 2.049 posti di personale ATA. Le nuove riduzioni si aggiungono a quelle già stabilite dalla Manovra 2025, che aveva previsto 5.660 posti in meno per gli insegnanti e 2.174 per il personale ATA. Il bilancio complessivo raggiungerebbe così 14.808 posti tagliati nell’arco di tre anni scolastici, una prospettiva che ha scatenato la protesta delle organizzazioni sindacali.

La situazione desta particolare preoccupazione in Puglia, dove gli istituti scolastici devono già confrontarsi con il dimensionamento della rete scolastica e la riduzione degli organici. Nella regione, secondo una denuncia della FLC CGIL Puglia diffusa nei mesi scorsi, per l’anno scolastico 2026/2027 sono già stati previsti 214 posti ATA in meno. Per quanto riguarda invece i nuovi tagli della Manovra 2027, non è ancora disponibile una ripartizione territoriale ufficiale che consenta di confermare la stima di 700 posti a rischio in Puglia.

Intanto, la protesta coinvolge anche gli studenti. La Rete degli Studenti Medi ha annunciato una mobilitazione permanente, con una nuova giornata di manifestazioni prevista per il 20 novembre. Durissima la posizione delle organizzazioni sindacali, che chiedono il ritiro immediato delle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio. Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, contesta la riduzione delle risorse destinate alla scuola statale, mentre Ivana Barbacci, segretaria generale della CISL Scuola, chiede di cancellare i tagli.

Anche la UIL, attraverso PierPaolo Bombardieri e Giuseppe D’Aprile, denuncia il rischio di un progressivo indebolimento del sistema pubblico d’istruzione. Secondo i sindacati, il calo demografico dovrebbe rappresentare un’opportunità per ridurre il numero degli studenti per classe, anziché giustificare ulteriori riduzioni del personale. A preoccupare sono soprattutto le conseguenze sulle attività di recupero, sull’inclusione scolastica e sulla gestione quotidiana degli istituti.

La diminuzione dei collaboratori scolastici potrebbe inoltre creare difficoltà nella vigilanza degli studenti e nella sicurezza degli edifici. Non meno delicata appare la situazione delle segreterie, già impegnate in numerosi adempimenti amministrativi. Le riduzioni potrebbero penalizzare anche i lavoratori precari, diminuendo le opportunità di stabilizzazione e di assunzione a tempo indeterminato. La Manovra prevede risparmi per 83,9 milioni di euro nel 2027, destinati a salire a 251,7 milioni annui dal 2028.

Sul fronte politico, le opposizioni contestano le scelte del Governo, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha ricordato che il Parlamento potrà intervenire per modificare il provvedimento. Le proteste arrivano in un momento particolarmente delicato per il sistema scolastico, alle prese con denatalità, precarietà e crescente complessità organizzativa. Per la Puglia, il rischio è quello di aggravare le difficoltà degli istituti, soprattutto nei territori più fragili e nelle aree interne.

La partita si sposta adesso in Parlamento, mentre studenti, famiglie e sindacati chiedono di fermare i tagli e investire maggiormente nell’istruzione pubblica.

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