Scuola

Docenti licenziati in Italia: quanti sono davvero?

Quanti docenti vengono licenziati ogni anno in Italia? I dati aggiornati sui procedimenti disciplinari e le sospensioni.

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Il posto fisso nella scuola italiana è davvero così sicuro? Quanti insegnanti vengono licenziati ogni anno e quali comportamenti possono determinare la perdita del lavoro? Sono interrogativi che riguardano centinaia di migliaia di docenti, soprattutto quelli assunti a tempo indeterminato. Le statistiche disponibili mostrano che i licenziamenti disciplinari rappresentano una quota estremamente ridotta rispetto al personale in servizio. Tuttavia, negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso i procedimenti disciplinari e le responsabilità dei dipendenti pubblici. Nel luglio 2026 sono emersi nuovi dati relativi alle contestazioni avviate nel comparto scolastico durante il 2025, mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato il monitoraggio relativo all’anno scolastico 2025/2026. Ma cosa raccontano realmente questi numeri? E quanto è difficile, oggi, licenziare un insegnante di ruolo?

Licenziamenti e procedimenti disciplinari: cosa dicono gli ultimi dati

Secondo le informazioni diffuse nel luglio 2026, nel corso del 2025 sarebbero stati avviati 2.689 procedimenti disciplinari nel comparto scolastico, in aumento rispetto ai 2.339 registrati nel 2024. Si tratta di dati che comprendono il personale della scuola e non esclusivamente gli insegnanti. La cifra del 2025, riportata dalla stampa specializzata, non risulta ancora accompagnata da un rapporto nazionale ufficiale sui relativi licenziamenti. Il rapporto 2024 del Dipartimento della Funzione pubblica, aggiornato al 30 giugno 2025, aveva registrato 103 sospensioni dal servizio e appena 4 licenziamenti nel comparto scuola, a fronte di 2.339 procedimenti avviati.

I monitoraggi territoriali

Nel 2023 i licenziamenti rilevati erano stati 3, con 130 sospensioni e 2.533 procedimenti disciplinari. Questi numeri, tuttavia, richiedono un’importante precisazione: le rilevazioni della Funzione pubblica non rappresentano necessariamente il totale di tutti gli insegnanti licenziati in Italia. Per comprendere meglio il fenomeno è utile esaminare anche i monitoraggi territoriali. Un esempio significativo arriva dall’Emilia-Romagna. Nell’anno scolastico 2023/2024, su 61.137 docenti, sono stati registrati 11 licenziamenti, a seguito di 390 procedimenti disciplinari conclusi. Per il personale ATA, invece, i licenziamenti sono stati 5 su 16.303 dipendenti.

Complessivamente, nella regione, i licenziamenti hanno interessato appena lo 0,02% del personale scolastico. Un’incidenza particolarmente contenuta, che conferma quanto il provvedimento espulsivo sia raro rispetto alla numerosità dei lavoratori. Il confronto con il resto della Pubblica Amministrazione è altrettanto interessante. Nel 2024 sono stati registrati complessivamente 590 licenziamenti disciplinari, con numeri sensibilmente superiori nei ministeri, nelle agenzie pubbliche e nelle strutture sanitarie. Ma per quali motivi un insegnante può perdere il posto? Il decreto legislativo 165/2001, in particolare l’articolo 55-quater, prevede il licenziamento per determinate infrazioni, tra cui false attestazioni della presenza in servizio, assenze ingiustificate nei casi previsti dalla legge e gravi violazioni degli obblighi lavorativi.

Docenti sospesi o licenziati: cosa deve fare la scuola?

Per il personale docente trovano inoltre applicazione le specifiche disposizioni disciplinari del decreto legislativo 297/1994. Il licenziamento non può dunque derivare automaticamente da una semplice contestazione del dirigente scolastico, ma richiede presupposti giuridici e il rispetto delle garanzie procedurali. Intanto, nell’agosto 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha predisposto il nuovo monitoraggio dei procedimenti disciplinari relativi all’anno scolastico 2025/2026. Le scuole sono chiamate a comunicare le contestazioni, le sospensioni e i licenziamenti, distinguendo le diverse categorie di personale. In conclusione, i dati disponibili indicano che il licenziamento di un docente resta un evento statisticamente raro. Il posto di ruolo garantisce un’elevata stabilità occupazionale, ma non rende impossibile la cessazione del rapporto di lavoro per motivi disciplinari.

FONTI:

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Piano triennale prevenzione corruzione e trasparenza

Ministero della Giustizia

Orizzonte Scuola