Manfredonia Ricordi: i dimenticati di Lissa, il sacrificio dei nostri marinai nel 1866

Manfredonia Ricordi: i dimenticati di Lissa, il sacrificio dei nostri marinai nel 1866
Nel corso della Battaglia di Lissa, anche la nostra città pagò il suo tributo di vite umane, era il 20 luglio 1866, le acque dell’Adriatico si tinsero di rosso. La Battaglia di Lissa, scontro cruciale della Terza guerra d’Indipendenza, non fu solo una disfatta strategica per la giovane nazione italiana, ma una tragedia umana che colpì duramente anche la nostra comunità. In quel teatro di fuoco, dove le moderne navi a vapore si scontravano ancora con la brutale tecnica dello speronamento, tre nostri giovani concittadini persero la vita.
La dinamica del disastro
Nonostante la Regia Marina godesse di una netta superiorità numerica, la disastrosa gestione del comando da parte dell’ammiraglio Persano portò all’annientamento di due dei nostri fiori all’occhiello. La corazzata Re d’Italia fu centrata in pieno dallo sperone della nave austriaca Erzherzog Ferdinand Max, colando a picco in pochi istanti. Poco dopo, la Palestro fu avvolta dalle fiamme e saltò in aria, negando ogni via di scampo al suo equipaggio.
I nomi della memoria
Oggi, a distanza di 160 anni, è doveroso strappare dall’oscurità i nomi di tre ragazzi del ’42, partiti con il sogno dell’Italia unita e mai più tornati a casa:
Luigi Carpano: Allievo pilota della Corazzata Re D’Italia. Figlio di Matteo e Maria Luigia Brigida, era nato il 17 settembre 1842. Aveva solo 24 anni quando l’abisso lo accolse.
Michele Pinto: Marinaio di terza classe, anch’egli imbarcato sulla Re d’Italia. Nato il 16 febbraio 1842 da Nicola e Maria Giuseppa Murgo, condivise il destino tragico dei suoi compagni a soli 24 anni.
Raffaele D’Alessandro: Marinaio di prima classe sulla cannoniera corazzata Palestro. Figlio di Vincenzo e Maria Nicola Leone, era nato il 1° luglio 1842. Cadde nell’esplosione della sua nave nel fiore della giovinezza.
Questi giovani rappresentano i primi figli della nostra terra a cadere sul mare sotto il vessillo del nuovo Regno d’Italia. Ricordare il loro nome, la loro data di nascita e le loro origini non è solo un atto di precisione storica, ma un doveroso tributo di gratitudine e umanità verso chi, per un ideale di Patria, sacrificò tutto ciò che aveva.
Se questa storia ti ha riportato indietro nel tempo, segui la pagina per vedere altri tesori del passato!
Manfredonia Ricordi


