Lucia Trigiani lascia il PD: “Le prime donne del partito erano tutti uomini”

Dopo un lungo periodo di silenzio, dettato solo dal profondo rispetto nei confronti del mio paese, messo a dura prova dal susseguirsi di situazioni delicate e dolorose per l’intera collettività, è arrivato per me il momento di dare seguito ad un mio personale percorso cominciato lo scorso aprile. Nello specifico, mi riferisco alla posizione da me assunta nei confronti del Partito Democratico.

Alla vigilia delle dimissioni del sindaco, ho espresso nella direzione del partito e pubblicamente la mia disapprovazione alla linea politica adottata, che ho considerato incurante delle conseguenze che una decisione così importante potesse provocare.

Piuttosto che ricomporre, molti si sono prodigati a dare motivazioni varie per abbandonare. Distruggere è più facile che costruire, soddisfacendo così i vari personalismi. Eppure, se mi guardo indietro vedo tanta fatica, tante battaglie vinte insieme a quelli che erano i miei compagni, con i quali ho condiviso sogni e passioni dal 2005, nei DS,  ad oggi nel Partito Democratico, in cui ho creduto fortemente.

Le vicende finali hanno purtroppo segnato e determinato la fine di un lungo percorso, giunto al capolinea quando mi sono accorta che il modello di partito a cui avevo scelto di aderire, ormai non era più lo stesso, e le scelte non erano più condivise, ma dettate solo da pochi. Un partito che negli ultimi anni ha adottato l’arroganza e la saccenza come stile politico, piuttosto che l’innovazione e l’aggregazione. Un partito che aveva detto che avrebbe investito sulle donne. Beh, ne ho viste tante di ‘prime donne’ in questi ultimi anni, ma erano tutti uomini!

Questo modus operandi sia cittadino che nazionale non mi appartiene più.

Ho deciso di stare sempre dalla parte del popolo, ma per poter fare serenamente politica, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal Partito Democratico.

Lucia Trigiani, ex Consigliere Comunale




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