Cronaca Puglia

Lorena Isceri, l’inquietante presentimento della madre

Lorena Isceri, prima di tornare a Firenze, aveva cenato con la famiglia a Squinzano. La madre le aveva chiesto di non partire.

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A Squinzano è il giorno dell’addio a Lorena Isceri, la veterinaria di 45 anni uccisa dall’ex compagno Federico Vella.
La donna era tornata nel paese salentino durante le ferie, trascorrendo alcuni giorni con la famiglia prima di rientrare a Firenze.
Proprio nell’ultima cena insieme ai suoi cari, prima della partenza, sarebbe emerso un inquietante presentimento della madre.
“Lorena, non te ne andare”, le avrebbe detto la donna, preoccupata per la situazione che la figlia stava vivendo con l’ex compagno.
Lorena, però, era convinta di poter gestire la situazione e aveva interrotto ogni contatto con Vella, bloccandolo e ignorando le sue richieste.
Secondo quanto raccontato da un’amica della famiglia, non aveva intenzione di incontrarlo e riteneva di essere ormai riuscita a chiudere quella relazione.
Per questo non aveva nemmeno pensato di denunciarlo, anche perché non voleva provocargli conseguenze sul piano lavorativo.
Pochi giorni dopo quella cena, però, la tragedia si è consumata durante il ritorno verso Firenze, dove Lorena viveva e lavorava.
Il suo ex l’avrebbe sequestrata e poi fatta precipitare da un viadotto dell’A1, prima di togliersi a sua volta la vita.
Ora Squinzano piange una donna descritta da familiari e amici come solare, brillante e profondamente legata al paese in cui era cresciuta.

Il presentimento della madre e l’ultima estate di Lorena

Quella cena familiare, oggi, assume un significato drammatico. Lorena Isceri aveva trascorso le ferie a Squinzano, il paese del Salento dove era nata e dove vive ancora la sua famiglia, prima di prepararsi a tornare a Firenze. Era una presenza ormai stabilmente legata alla Toscana: dopo gli studi e la laurea all’Università di Bari con il massimo dei voti, si era specializzata in veterinaria e aveva costruito la propria carriera lontano dalla Puglia.

Prima della partenza, tuttavia, la madre avrebbe percepito qualcosa che la preoccupava. Secondo il racconto di un’amica della famiglia raccolto da La Nazione, durante l’ultima cena insieme avrebbe invitato la figlia a non andare via: “Lorena non te ne andare”. Una frase apparentemente semplice che, alla luce di quanto sarebbe accaduto appena pochi giorni più tardi, assume oggi un peso enorme.

Lorena, però, riteneva di avere la situazione sotto controllo. Aveva già interrotto i rapporti con Federico Vella e non aveva intenzione di incontrarlo. Secondo la ricostruzione, era convinta che non si sarebbe presentata a un appuntamento con lui e che, dopo averlo bloccato e smesso di rispondere, la relazione fosse ormai definitivamente conclusa.

“Non voleva danneggiarlo”

Un elemento particolarmente significativo riguarda la scelta di non rivolgersi alle autorità. Lorena, secondo quanto riferito dall’amica della famiglia, non avrebbe denunciato l’ex perché non voleva danneggiarlo, temendo che potesse perdere il lavoro. Una decisione maturata mentre lei era convinta di poter gestire autonomamente la situazione e di essersi ormai allontanata da quella relazione.

La vicenda avrebbe invece preso una direzione drammatica. Federico Vella, 36 anni, avrebbe sequestrato Lorena e l’avrebbe poi fatta precipitare da un viadotto dell’autostrada A1, prima di compiere lo stesso gesto. Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi giorni della donna e tutti gli elementi che possono chiarire la dinamica e la premeditazione del delitto.

L’addio a Squinzano

Il feretro di Lorena è arrivato a Squinzano per i funerali, celebrati nella chiesa di Maria Regina, la stessa dove 45 anni fa era stata battezzata. All’esterno della chiesa è stata esposta una grande fotografia della donna, mentre il paese si è stretto attorno alla famiglia in una giornata segnata dal dolore e dalla commozione.

Sulla bara bianca la madre ha deposto anche un peluche bianco, legato ai ricordi dell’infanzia della figlia. Gli amici di gioventù, quelli della cosiddetta “strada 141”, si sono ritrovati per darle l’ultimo saluto, ricordando una donna descritta come solare, educata e sempre disponibile.

Lorena aveva lasciato presto Squinzano per inseguire i propri obiettivi professionali, ma non aveva mai reciso il legame con la famiglia e con il paese d’origine. Tornava ogni volta che poteva e rimaneva particolarmente legata ai suoi due nipotini.

Fonte: Facebook