Storia

L’importanza storica della fontana dell’artista Piscitelli

Manfredonia – FU scolpita dallo scultore di origine di Giovinazzo di Puglia , anche se il suo cognome è campano – ma ha sempre vissuto in Puglia. Lui, si chiamava Tommaso Piscitelli, la fontana fu  commissionata dal fascio, negli anni ’30, dal duce in persona. La fontana Piscitelli è un’opera che simboleggia la forza e la storia del fascismo e della nostra città, come tutto rappresentava quegli anni la nostra Penisola. All’inizio della sua storia fu ubicata in Piazza Duomo a Manfredonia, e lì rimase fino al 1967. Poi per 36 anni smontata e abbandonata in vari magazzini del nostro Comune. Quando decisero di fare il nuovo lungomare di Siponto e una grande Piazza nell’area della chiesa di Sant’Andrea, si pensò di ristrutturare la famosa fontana che odorava ancora di polvere di storia antica .Fu allora che nel 2003 – terminata la Piazza, intitola ai magistrati Falcone e Borsellino – finalmente la fontana Piscitelli ,fu collocata al centro della piazza – di nuovo al pubblico di lato alla chiesa delle ‘case marinare’, dalla professione degli abitanti del luogo, quasi tutti marinai. La fontana Piscitelli è rappresentata da un forte uomo al centro – simboleggiante il Gargano – che regge tre donne che rappresentano le tre attività economiche del paese che erano: l’ agricoltura , la pesca e la Pastorizia, in un grande simbolo dell’abbondanza. Sull’apice di questo vaso ci sono tre ‘putti’ che reggono un enorme murice che in dialetto è detto “Capurron”, mentre fino al 1943 reggeva il “Fascio Littorio ” – che nell’antica Roma rappresentava il potere assoluto dell’autorità maggiore.Per finire come ha ricordato, il maestro Aldo Caroleo, nel nostro Meridione esiste un’altra scultura nella Città di Giovinazzo dell’artista Piscitelli simile alla nostra. ‘Siamo orgogliosi dell’arte presente a Manfredonia e che per tal fine non bisogna dimenticare.

Articolo di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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