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Lettere dell’Agenzia delle Entrate in arrivo 2026: a chi e perché

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Nel corso del 2026 molti contribuenti italiani potrebbero trovare nella propria cassetta postale una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta delle cosiddette lettere di compliance, inviate come forma di avviso preliminare in caso di anomalie, omissioni o errori nelle dichiarazioni dei redditi. Queste comunicazioni non costituiscono un atto formale di accertamento fiscale ma rappresentano un invito a verificare e, se necessario, correggere la propria posizione di fronte al fisco. Secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, nel 2026 saranno inviate circa 2,4 milioni di lettere di compliance ai contribuenti la cui situazione fiscale mostra incongruenze nei dati dichiarati rispetto alle informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria.

Queste lettere derivano dall’incrocio di informazioni fiscali e dati trasmessi da terzi, come datori di lavoro, banche o istituti di credito, e servono a segnalare elementi che possono essere facilmente corretti prima di avviare procedure di controllo più complesse. La finalità dichiarata dall’Agenzia è quella di favorire il dialogo con i contribuenti e agevolare la compliance volontaria invece che ricorrere immediatamente a strumenti di accertamento formale.

Lettere di compliance: destinatari e motivi di invio

Le lettere di compliance si inviano a contribuenti le cui dichiarazioni presentano differenze evidenti rispetto ai dati presenti negli archivi dell’Agenzia delle Entrate. In genere queste anomalie emergono quando mancano alcuni dati essenziali nella dichiarazione dei redditi, quando sono state omesse o indicate in modo errato detrazioni o crediti d’imposta, oppure quando i dati dichiarati non risultano coerenti con le informazioni provenienti da altri soggetti obbligati a comunicare determinati elementi, come i datori di lavoro o gli istituti finanziari.

Le comunicazioni possono giungere sia tramite posta ordinaria all’indirizzo di residenza del contribuente, sia tramite posta elettronica certificata (PEC) se questa modalità è registrata negli archivi dell’Agenzia. L’obiettivo è segnalare per tempo eventuali errori, permettendo a chi riceve la lettera di intervenire prima che si arrivi a un accertamento vero e proprio o all’applicazione di sanzioni più gravose.

Come interpretare e rispondere alle lettere fiscali

È importante comprendere che questa comunicazione ha natura preventiva e non comporta automaticamente l’avvio di un controllo formale. Chi riceve una di queste lettere può scegliere di correggere la propria dichiarazione dei redditi mediante ravvedimento operoso, uno strumento che consente di rettificare errori o omissioni pagando gli importi dovuti con interessi e sanzioni ridotte rispetto a quanto previsto in caso di accertamento.

Il ravvedimento operoso può essere effettuato presentando una dichiarazione integrativa correttiva e versando le imposte dovute unitamente agli interessi calcolati fino al momento del pagamento. Le sanzioni previste in questi casi sono ridotte rispetto a quelle applicabili in sede di accertamento perché la correzione viene effettuata spontaneamente dal contribuente. In alternativa, se si ritiene che l’avviso sia ingiustificato o che i dati di cui si dispone siano erronei, è possibile rispondere all’Agenzia allegando documentazione che dimostri l’esattezza della propria posizione fiscale, chiedendo chiarimenti o rettifiche.

Obiettivo preventivo e welfare fiscale

L’invio massiccio di lettere di compliance nel 2026 rientra in un approccio di fiscalità preventiva adottato dall’Agenzia delle Entrate. Lo scopo è duplice: da un lato migliorare la compliance volontaria dei contribuenti, spingendo chi ha commesso errori involontari a correggere la propria posizione, e dall’altro ridurre il numero di accertamenti fiscali complessi che richiedono risorse e tempo nell’amministrazione del fisco.

Con oltre 2,4 milioni di comunicazioni programmate, l’attività di compliance rappresenta un’opportunità per molti contribuenti di fare chiarezza sulle proprie dichiarazioni e di evitare conseguenze più gravi.

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