Lettera di Armando Li Bergolis: “Ho espiato la mia pena anche se non la considero giusta”

Lettera di Armando Li Bergolis: “Ho espiato la mia pena anche se non la considero giusta”
Dopo Ventisette anni di carcere, quindici dei quali passati inghiottito nel buio del regime del 41-bis metà della mia vita è stata cancellata da innocente.
Oggi voglio riprendere in mano la mia esistenza e vivere con la mia famiglia e gli affetti più cari.
Le sentenze si rispettano ed io ho espiato la mia pena anche se non la considero giusta. ho comunque pagato il mio conto con la giustizia ma non posso tacere e non riferire che le carte dei processi che mi hanno condannato rivelano anomalie che verranno approfondite nelle sedi giudiziarie.
In tutti questi 22 anni i giornalisti hanno riempito le pagine dei giornali scrivendo fiumi di parole basate su prove che per amore di verità dovranno essere rivalutate.
Tutto il mio processo si è retto su quella che hanno sempre definito la “prova regina”: le intercettazioni ambientali abusive di Orti Frenti sbobinate e trascritte fuori dai luoghi consentiti dalla legge e perciò senza tutela e garanzia di verità e fedeltà…una vera e propria trappola.
Tutto ciò che avete letto finora rappresenta soltanto l’inizio, una minima parte della fitta rete di ingiustizie e storture procedurali che ho dovuto subire sulla mia pelle in oltre vent’anni.
Voglio semplicemente tentare di riprendere il percorso della mia vita e non credo sia giusto restare in silenzio ed essere nuovamente etichettato da tutti come un capo mafia.
Armando Li Bergolis


