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Letta: “La destra vuole mandare a casa Mattarella”. L’appello al voto utile

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Enrico Letta, da giorni, cerca di polarizzare e drammatizzare lo scontro con la destra in attesa del voto del 25 settembre. Mancano pochi giorni alle politiche e il quadro sembra molto delineato, secondo i sondaggi. La destra potrebbe avere una maggioranza nel nuovo Parlamento, riuscendo ad ottenere molti consensi e quasi tutti i collegi uninominali. Per Letta, questo è un pericolo, alimentato dai voti che si potrebbero disperdere del Movimento 5 Stelle e Terzo Polo. 

Il segretario dem brutalizza sostenendo che la sfida, soprattutto negli uninominali, è solamente a due: Pd o centrodestra. “L’effetto combinato di questa legge elettorale e della riduzione del numero dei parlamentari fa sì che se la destra prendesse il 40 per cento, e il fronte opposto si dividesse in parti uguali, a Meloni, Salvini e Berlusconi andrebbero il 70% dei seggi. Per questo ho fatto un appello al voto utile: siamo gli unici che possiamo vincere nei collegi uninominali. È incontestabile”, ha dichiarato l’ex premier oggi a La Stampa. 

Per Letta l’obiettivo della destra è quello di mandare a casa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per il segretario dem, la coalizione di centrodestra stravolgerebbe la Costituzione a colpi di maggioranza. “Non ho dubbi e non c’è solo questo. Ci sono la Corte Costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura, per i quali l’equilibrio parlamentare è dirimente. L’allarme di una torsione maggioritaria è reale, sotto gli occhi di tutti. Chi non vuole la destra, ma vota 5 stelle e terzo o quarto polo, in realtà semplicemente fa stravincere la destra”.

Poi, l’attacco alla Meloni. “Il fatto che non abbia tolto la fiamma dal simbolo dimostra come non sia su questa strada. Così come lo dimostra di non aver mai pensato di chiedere scusa alla donna ucraina protagonista di uno stupro che lei stessa ha fatto girare sui social. Non si cambia in due settimane. Io, quando vado all’estero, anche se parlo un’altra lingua resto io, sono la stessa persona”. 

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