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Laura Pausini si rifiuta di cantare “Bella Ciao”. Polemiche. Lei si difende: “Non canto canzoni politiche”

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Polemiche su Laura Pausini. La cantante emiliana, ospite nei giorni scorsi dello show spagnolo “El Homiguero”, si è rifiutata – dopo l’invito del conduttore – a cantare “Bella ciao” in diretta tv. Il rifiuto di cantare una canzone storica che rappresenta tutto il Paese e il momento storico della Liberazione, per la cantante italiana è troppo politica. “Troppo politica – ha detto Pausini in diretta – non mi piace cantare canzoni politiche”.

La Pausini, nel corso di questo programma, doveva cantare una canzone del cuore. La sua era “Cuore matto” di Little Tony, ma gli ospiti del programma hanno confuso la canzone proprio con “Bella ciao”. A quel punto, la cantante li ferma e dice: “No, no, no! Questa canzone è molto politica”. Bella Ciao, in Spagna, è molto nota per la serie tv “La casa di Carta”, ma la cantante sicuramente si è rifiutata di intonarla pensando a una divisione politica, che questa canzone ancora crea inutilmente, nel suo Paese.

La scelta di Laura Pausini ha comportato molte critiche e qualche attestato di stima. Sui social molti utenti scrivono: “Bella ciao è un inno contro le tirannie, quale politica?”. Un altro rincara: “Bella ciao non è un canto politico. È un canto di libertà, di liberazione dalla guerra e dai nazifascisti”. 

Dopo le polemiche, la cantante è intervenuta sui suoi social per chiarire e respingere le accuse contro di lei. “Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. non inventate ciò che non sono”.

Accanto alla Pausini si sono mossi in tanti. Il primo è stato Matteo Salvini, leader della Lega, che su Twitter ha scritto: “Stima per Laura Pausini. #bellaciao”. Il giornalista Giorgio La Porta, invece, ha scritto: “La colpa di Laura Pausini non è quella di non aver cantato Bella Ciao, ma di non aver mai dovuto elemosinare successo alla sinistra al Concertone del 1° maggio, alle Feste dell’Unità e così via. È la differenza tra chi è bravo e chi è servo. Forza Laura e W la libertà”.

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