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Lagalla sostenuto dai condannati Cuffaro&Dell’Utri. Rabbia di Maria Falcone e Fiammetta Borsellino

Nonostante il giorno solenne per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, ieri non poche polemiche hanno coinvolto il trentesimo anniversario della Strage di Capaci. Il caso è scoppiato attorno alle prossime comunali di Palermo, in programma il 12 giugno 2022. Dopo la lunghissima stagione della primavera di Palermo, guidata dal sindaco Leoluca Orlando che ha svolto ben cinque mandati da primo cittadino, la città di Falcone e Borsellino tornerà presto alle urne per decretare il suo futuro. 

Molte polemiche, però, in questi giorni hanno colpito il candidato sindaco del centrodestra Roberto Lagalla che, da poco, ha ottenuto il sostegno politico ed elettorale di due personalità condannate per mafia: Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri. L’ex presidente della Regione Cuffaro è stato condannato per favoreggiamento aggravato, mentre l’ex senatore forzista Dell’Utri – amico intimo di Berlusconi – è stato condannato per concorso esterno. 

Due appoggi che, soprattutto in questo trentennale, non potevano passare inosservati. Domenica, infatti, da Palermo a Milano molte sono state le condanne e gli avvertimenti. Dal Foro Italico è stata proprio Maria Falcone, sorella di Giovanni, a condannare questo fatto. “Questa terra – ha detto la Falcone nell’evento di Repubblica – ha avuto una politica collusa. Non si può permettere che un candidato politico di qualsiasi corrente abbia come sponsor un personaggio il cui passato non sia adamantino. Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri hanno scontato la pena. Ma non sono adamantini e limpidi”. 

Nelle stesse ore, da Milano, intervistata da Fabio Fazio, Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo, ha ribadito le stesse cose espresse da Maria Falcone. “Oggi Palermo, alla fine dell’era Orlando sia appresta ad affrontare delle nuove elezioni e purtroppo assistiamo alla riemersione nell’impegno elettorale – seppur nell’ombra – di persone che purtroppo hanno scritto delle pagine buie della nostra terra e sono condannati per mafia: Salvatore Cuffaro e Marcello Dell’Utri. Il problema è di dire che questa cosa è politicamente e moralmente inopportuna”. 

Domenica, dopo le parole di Maria Falcone, Lagalla ha abbandonato la manifestazione, mentre alla celebrazione ufficiale del 23 maggio di ieri non si è proprio presentato. Il candidato ha spiegato la sua impossibilità di partecipare alla manifestazione per il timore di violenze. “Sono stato costretto a prendere questa decisione per evitare che qualche facinoroso, sensibile al fascino di certe parole, potesse macchiare uno dei momenti simbolici più importanti della città”. 

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