La palla di Nettuno: un miracolo della natura, un bioindicatore di acque pulite

La palla di Nettuno: un miracolo della natura, un bioindicatore di acque pulite
Se vi è mai capitato di passeggiare lungo la litoranea tra Siponto e Zapponeta, vi sarete sicuramente imbattuti in queste strane sfere marroni e “pelose” depositate sulla sabbia. Non si tratta di un rifiuto, ma di un piccolo capolavoro naturalistico chiamato egagropilo (o “palla di Nettuno”). Sono il risultato del ciclo vitale della Posidonia oceanica, una pianta marina che cresce nei fondali del Mediterraneo e dona ossigeno. Quando le sue foglie vecchie si decompongono, le fibre vegetali più resistenti vengono fatte rotolare incessantemente dal movimento delle onde, che le infeltrisce fino a renderle sfere perfette. Trovarle sulla battigia è un ottimo segno: la Posidonia è un bioindicatore di acque pulite che protegge le spiagge dall’erosione.
Inoltre, queste sfere sono diventate una risorsa preziosa per l’economia circolare: vengono infatti importate dalle coste del Mediterraneo in paesi del Nord Europa, come la Germania, dove aziende specializzate le ripuliscono e le triturano per produrre imballaggi ecologici, pallet e straordinari pannelli isolanti per la bioedilizia, sfruttando la loro naturale resistenza al fuoco e alle muffe.
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Infine, si è scoperto recentemente che mentre rotolano sul fondo prima di spiaggiarsi, queste palline agiscono come vere e proprie spazzine del mare, intrappolando meccanicamente le microplastiche. Un piccolo miracolo della natura da guardare con grande rispetto.
Clima&Scienza Foggia


