
La Madonna di Siponto e il suo mare
Le suggestive immagini del Rosario all’alba di oggi mi hanno fatto tornare alla mente alcune pagine di un libro di più di un secolo fa: La pesca con le paranze nel mare di Manfredonia di Enrico Franco Cannaviello, pubblicato nel 1916 e dedicato alla vita e al lavoro dei pescatori manfredoniani.
Cannaviello racconta la profonda devozione dei pescatori per la Madonna di Siponto. La sua festa veniva celebrata «con grande pompa»: partecipavano alle funzioni religiose, accompagnavano i canti liturgici, seguivano la processione e contribuivano con le proprie economie a rendere più solenni i festeggiamenti.
Ogni mese raccoglievano tra loro delle offerte. E proprio da quei sacrifici arrivò anche un dono importante: «un assai ricco baldacchino processionale», destinato ad accompagnare l’effigie della Patrona, per il quale furono spese circa 6.000 lire. Somma importantissima per l’epoca.
Ma c’è un passaggio, più di ogni altro, che racconta quanto profondamente la Madonna appartenesse alla vita di quegli uomini: i pescatori portavano la Madonna con loro in mare.
Su ogni battello custodivano un’effigie della Madonna di Siponto e ogni sera la ciurma accendeva davanti a lei una lampada ad olio.
È difficile non fermarsi davanti a questa immagine.
Le paranze lontane dalla costa, il buio dell’Adriatico, uomini abituati a misurarsi ogni giorno con il mare e, al calare della sera, quella piccola luce accesa davanti alla Madonna. La Madonna di Siponto era la Madonna dei loro giorni e delle loro notti in mare.
Partiva con loro, accompagnava il lavoro e la lontananza da casa. A lei affidavano la paura di una tempesta, la speranza di una buona pesca e, soprattutto, il desiderio di tornare.
E con il Rosario alla Madonna di Siponto recitato all’alba sulla spiaggia sembra quasi che qualcosa di molto antico abbia ritrovato il suo luogo naturale.
Il mare.
Più di un secolo fa erano i pescatori a portare la Madonna sulle paranze e ad accenderle una luce quando scendeva la sera.
Oggi, alle prime luci del mattino, sono i fedeli a raggiungerla sulla riva e ad affidarle le proprie preghiere mentre il sole nasce sul mare.
È come se, dopo tanto tempo, la Madonna fosse tornata al suo mare. Quello sul quale viaggiava insieme agli uomini delle paranze. Quello davanti al quale tante famiglie hanno atteso per generazioni un ritorno. Quello che appartiene alla nostra storia quanto le nostre strade, le nostre case, la nostra Festa.
Cambia il tempo, cambiano i gesti, ma alcune devozioni continuano a trovare la strada di casa.
E quella per la Madonna di Siponto, dopo più di un secolo, continua ad incontrare il mare di Manfredonia.
Maria Teresa Valente


