Attualità Manfredonia

Il ricercatore Manfredoniano Vito Saracino ospite su Rai Tre per la rubrica EstOvest del Tg3 Nazionale 

Domenica scorsa, lo storico sipontino Vito Saracino è stato fra i protagonisti della programmazione nazionale di Rai Tre del servizio “Un Film del Futuro” all’interno della trasmissione EstOvest, “la finestra della Tgr sui Balcani e sull’Europa dell’Est” illustrando il lavoro svolto negli ultimi cinque anni per la salvaguardia della cinematografia albanese, in qualità di coordinatore scientifico dei progetti esteri della Fondazione Gramsci di Puglia.

Il Sipontino ha seguito fin dal principio le tappe del viaggio del nostro concittadino ponte che si divide fra Foggia- dove è Docente a Contratto presso l’Università di Foggia in Storia Contemporanea, Storia Sociale dei Media e Digital Politics– Bari- sede dalla Fondazione Gramsci di Puglia – e Tirana – dove si reca spesso per proseguire le sue ricerche

Lo scopo principale delle ricerche del trentaquattrenne storico dei media è quello di sottolineare come “l’autorappresentazione mediatica di un popolo sia necessaria per analizzare meglio i periodi più complicati del Novecento”; in Albania ad esempio si sta focalizzando sulla centralità del cinema durante la quarantennale dittatura comunista, simile a quella attuale in Corea del Nord. 

L’obiettivo è molto ambizioso, l’Archivio del Cinema Albanese è la dimora di oltre 5000 pellicole, di cui tante hanno urgente bisogno di un restauro. Per cercare di contribuire alla salvaguardia di questo tesoro fatto di pellicole Vito Saracino è fra gli ideatori di un team di ricerca che coinvolge: la Dabimus Srl. – spin off dell’Università di Bari- guidata dal professor Nicola Barbuti, fra i primi nel Mezzogiorno a puntare sulla rigenerazione delle pellicole cinematografiche, l’Archivio del Cinema Albanese – rappresentato dalla direttrice Marinela Ndria e dalla responsabile archivistica Eriona Vyshka responsabili della scelta dei film di maggior impatto artistico e culturale-  la Regione Puglia – partner economico di questa attività innovativa di cooperazione fra le due sponde dell’Adriatico.

Gjeneral Gramafoni – 1978

Il servizio Rai è dedicato al primo film “salvato” Gjeneral Gramafoni di Viktor Gjika, restaurato grazie al progetto “Per una rete delle istituzioni culturali fra Puglia e Albania”, storia di come l’Italia fascista cercava di sedurre con la potenza della musica la neonata Albania negli anni del ventennio. Pellicola del 1978 che in patria ha vinto numerosi premi: miglior film al III Festival del film Albanese (aprile 1979), Premio della Repubblica di I Classe per la regia e di II Classe per la sceneggiatura, Diploma d’onore al III° Festival del Film Balcanico di Istanbul (fuori concorso).

Dopo esser stato presentato con successo in Albania, ha catturato l’attenzione dei cinefili pugliesi e degli albanesi d’Italia al Cineporto di Lecce lo scorso 26 gennaio, nell’ambito delle iniziative del progetto regionale “La Puglia nel Centenario dell’Ascesa del Fascismo” coinvolgendo la professoressa Monica Genesin, la cattedra di Lingua e Cultura Albanese dell’Università del Salento e il professor Luca Bandirali del Dipartimento di Arte Musica e Spettacolo (DAMS) dell’Ateneo salentino.

Abbiamo chiesto a Vito Saracino qualche dettaglio in più: “La storia del cinema vista come strumento di socialità e come cartina di tornasole per la conoscenza di un popolo ci impegna ad un duro ma appassionate lavoro. Si pensa agli storici come dei Pico de’Paperis intenti ad osservare esclusivamente il passato, mentre trattandosi di studio sull’egemonia culturale dei mass media durante l’ultimo secolo ci sono gli echi del presente e soprattutto al futuro. Penso ad un sogno che si sta realizzando a Bari  – con la Dabimus srl di Nicola Barbuti- quello di realizzare un Centro di Rigenerazione Cinematogafica, ringrazio gli amici che hanno scelto di puntare sulla dimensione futura e tecnologica dei saperi umanistici. È stato davvero un privilegio essere scelti “come storia da raccontare” dalla Rai e soprattutto da Est Ovest, trasmissione che ci ricorda cosa c’è oltre l’orizzonte che osserviamo guardando il mare”.

Cineporto di Lecce- Presentazione Gjeneral Gramafoni 26 gennaio

In un mondo di film e serie tv sempre più internazionali, chiediamo quali sono in breve le caratteristiche del cinema albanese sconosciuto al pubblico italiano e Vito ci racconta:

Il cinema albanese è molto interessante e ricco di piccoli gesti, fotogrammi ed espressioni comiche che ci fanno ricordare il nostro passato, frammenti di vicinanza seppur di culture diverse. I visi e la recitazione fanno pensare al nostro neo-realismo mentre le musiche che ci fanno pensare ad Oriente. Ma soprattutto nelle pellicole che abbiamo scelto e salvato da una fine certa a causa della “sindrome dell’aceto”, in poche parole una malattia della pellicola, l’aspetto socio culturale che mi ci ha interessato particolarmente è che viene rovesciato lo stereotipo dell’“italiano brava gente” che ci siamo raccontati nel corso dei decenni. In Gjeneral Gramafoni- Generale Grammofoni i nostri connazionali cercano di impadronirsi del talento musicale degli albanesi ai fini propagandistici; nel secondo film salvato dai partner italo-albanesi,  Lulekuqet mbi mure- Papaveri sui muri, gli italiani vogliono imporre a dei piccoli orfani albanesi il modello educativo assoluto del Ventennio mentre nel terzo film che presenteremo in primavera, Gunat Pernbi Tela- Vello sul filo spinato, si parla di come gli albanesi abbiano respinto negli anni Venti un primo tentativo militare-coloniale italiano. Inoltre abbiamo scoperto che il cinema albanese è stato famosissimo in Cina negli anni ’70.

Presentazione del 6 dicembre a Tirana di Lulequmbet Mbi Mure

Vito Saracino

Scopriamo le tappe future di questo viaggio: “Penso che come Fondazione e come gruppo di ricerca ci muoveremo sempre di più per ampliare la nostra rete di “storie in pellicola”, stiamo cominciando a collaborare con i diversi Dams presenti in Puglia. Il binomio Puglia-Albania può sicuramente crescere e portarci a scoprire “l’altro”; stiamo pensando di ampliare la rete alla Georgia, la cui comunità in Puglia è molto numerosa e anche lì la cinematografia nazionale è intrisa di tracce del neo-realismo italiano ma si pensa anche al Sud del mondo. Lo scorso weekend insieme ad Arci Bari e alla Comunità Senegalese di Bari abbiamo ospitato Marco Lena e Tiziana Manfredi, ricercatori dell’Archivio del Cinema Senegalese che hanno presentato per la prima volta nel Mezzogiorno i cinegiornali dell’indipendenza senegalese. Un lavoro inestimabile che solo una grande rete può accogliere. Diventare i “riparatori” dei film per salvare il passato dal presente. La cosa che mi spinge a fare meglio e sempre di più è vedere che ad ogni proiezione c’è sempre qualcuno che fotografa delle scene salienti che portano alla mente dello spettatore un ricordo d’infanzia nel paese d’origine. Quella necessità della riscoperta del ricordo è la leva che ci farà andare avanti.

Chiudiamo con un sogno condiviso: “Sarebbe davvero un sogno impostare anche qui in Puglia come a Bologna, un Festival del Cinema Ritrovato focalizzandoci sul cinema d’Oltre Adriatico e oltre, e perché no, anche qui a Manfredonia, facendo riemergere il cuore pulsante cinefilo dei sipontini che un tempo riempivano le 4200 sedie dell’Arena Giardino.

Non abbiamo più l’Arena ma ci sono festival cinematografici come a Carrara dove si proiettano i film nelle cave, quindi può essere un’opportunità. Come vedete la spinta del passato si può benissimo proiettarci verso un futuro”.

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Redazione

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