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I Santi dimenticati di Siponto: una storia di fede racchiusa in un dipinto scomparso

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I Santi dimenticati di Siponto: una storia di fede racchiusa in un dipinto scomparso

Oggi, 1° novembre, festa di Ognissanti, vorrei portarvi molto indietro nel tempo. Talmente indietro che Manfredonia non esisteva ancora e, al suo posto, viveva e prosperava l’antica Siponto. Siamo tra il III e il IV secolo dopo Cristo, in un’epoca in cui professare la fede cristiana poteva significare affrontare persecuzioni e persino la morte.

Quando pensiamo ai santi legati alla nostra terra, il primo nome che ci viene in mente è certamente quello di San Lorenzo Maiorano, il nostro patrono. E poi San Michele Arcangelo, la cui storia è profondamente intrecciata con quella del Gargano.

Ma quanti sanno che, secondo antiche tradizioni, Siponto avrebbe dato i natali anche ad altri santi, oggi quasi dimenticati nella memoria collettiva della nostra città? Si chiamavano Giustino, Fiorenzo, Felice e Giusta. Tre fratelli e una giovane donna, Giusta, figlia di Fiorenzo e nipote degli altri due.

La loro storia ci è stata tramandata attraverso un’antica narrazione agiografica risalente al XV secolo, che racconta vicende ambientate oltre mille anni prima.

Secondo la tradizione, Giustino era un sacerdote, educato alla fede dal vescovo di Siponto. Insieme ai fratelli e alla nipote, avrebbe lasciato la propria terra per portare il cristianesimo nelle regioni dell’attuale Abruzzo.

Fu proprio in quelle terre che, secondo il racconto, Fiorenzo e Felice subirono il martirio, mentre la giovane Giusta, dopo essere stata sottoposta a terribili supplizi per essersi rifiutata di rinnegare la propria fede, sarebbe stata uccisa con delle frecce. Giustino, invece, sarebbe sopravvissuto, continuando la sua missione religiosa fino alla vecchiaia.

Nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto era custodita una tela dipinta nel 1719 da Giuseppe Castellano, raffigurante proprio i quattro santi sipontini Giustino, Fiorenzo, Felice e Giusta, circondati da dodici scene che ne raccontavano le vicende e i miracoli. Un’opera che testimoniava come, ancora agli inizi del Settecento, quelle figure fossero considerate tanto importanti da essere celebrate attraverso un dipinto nella nostra antica Basilica. Ma quella tela oggi non c’è più.

Nel settembre del 1971, durante alcuni lavori di restauro della Basilica, il dipinto fu trafugato insieme a un’altra opera raffigurante l’Annunciazione. Da allora se ne sono perse le tracce.

E proprio in questo giorno di Ognissanti mi piace rivolgere un pensiero anche a questi nomi lontani. A Giustino, Fiorenzo, Felice, Giusta e agli altri protagonisti delle antiche tradizioni sipontine.

Figure sospese tra fede, storia e leggenda, che hanno contribuito a costruire la memoria della nostra terra.

E forse oggi, ricordare questi antichi santi di Siponto e riportare alla luce la storia del dipinto scomparso, è un bel modo per restituire loro almeno un piccolo posto nella nostra memoria. Con la speranza che, un giorno, quella tela possa finalmente tornare a casa.

Buona festa di Ognissanti a tutti!

Maria Teresa Valente

NB: Nella foto il dipinto di Giuseppe Castellano, “I Santi di Siponto: Giustino, Fiorenzo, Felice e Giusta” (1719). Olio su tela, 160 × 120 cm, segnalato tra i beni culturali ancora ricercati nel Bollettino n. 47 (2025) del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Si tratta di una ricostruzione cromatica digitale realizzata con intelligenza artificiale a partire dalla fotografia in bianco e nero pubblicata nel Bollettino. I colori, alcuni dettagli figurativi e le iscrizioni sono frutto di rielaborazione e non costituiscono una riproduzione fedele dell’originale.

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