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Giuliana Capursi, la lettera di un parente: “La critica non deve mai diventare offesa”

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Giuliana Capursi, la lettera di un parente: “La critica non deve mai diventare offesa”

MANFREDONIA – Gentile Sipontino 🗞️, le mando questo articolo affinché possa trovare spazio sulla vostra pagina d’informazione.

Una persona che si mette in gioco, portando in tavola piatti che raccontano la propria identità e la propria cultura, sta già facendo qualcosa di grande per il suo territorio.

Questa foto racconta proprio questo: una parte de “la settantina”, come l’ha definita Giuliana Capursi a Masterchef, una comunità che si riconosce attorno al cibo, alle tradizioni, ai volti delle persone che conta davvero.

Il potere dell’audience è micidiale: nel bene e nel male, ti espone, ti giudica, ti esalta e a volte ti ferisce.

La critica, quando è autentica, è sempre una risorsa, perché ti obbliga a guardarti dentro e a crescere, ma non può e non deve mai diventare offesa, insulto, attacco personale.

I social ci espongono a storie, fatti, commenti che spesso lasciano segni morali profondi.

Fa parte del gioco, è vero: quando scegliamo di esporci, mettiamo in conto anche un linguaggio che a volte tradisce il contesto e il rispetto.

Ma non per questo dobbiamo accettare che il livore diventi la normalità del confronto pubblico.

Essere liberi di pensare, percepire, guardare oltre significa poter esprimere un giudizio senza paura di essere censurati, ma vuol dire anche assumersi la responsabilità delle proprie parole.

La storia ci insegna che uomini e donne fanno parte di un cammino collettivo: l’atteggiamento critico verso la società è necessario, ma non giustifica mai l’umiliazione dell’altro.

Il valore umano è un concetto fondamentale: o lo difendiamo tutti, sempre, oppure smette di avere senso.

Non lasciamo che l’odio prenda il sopravvento su ciò che ci circonda; trasformiamo ogni sconfitta in un’occasione di collaborazione, riflessione e crescita.

Perché ogni volta che cresce una persona che ci mette la faccia, cresciamo un po’ anche tutti noi.

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