Giovani, lavoro e tornanza: ha senso restare (o tornare) al Sud? Dibattito stasera

Ti Porto un Libro prosegue nel suo percorso, stavolta guardando ai giovani. Dopo l’intenso viaggio tra storia, geopolitica e scenari internazionali proposto nella serata di ieri da Enzo Amendola con L’Imam deve morire, il Festival delle Terre d’Acqua cambia prospettiva ma non perde la propria vocazione al dialogo e alla riflessione sui grandi temi del nostro tempo.
L’incontro, condotto come di consueto dal giornalista e avvocato Micky De Finis, ha accompagnato il numeroso pubblico presente in una narrazione capace di intrecciare la dimensione del romanzo con la ricostruzione storica, offrendo uno sguardo profondo sulle complesse dinamiche del Medio Oriente e sulle relazioni internazionali che ancora oggi influenzano gli equilibri mondiali. Una conversazione intensa, di stimolo per nuove chiavi di lettura su una delle aree più delicate del panorama geopolitico contemporaneo.
Ti Porto un Libro: appuntamento per i giovani
Questa sera, mercoledì 1° luglio, alle 20:30, sempre nell’Anfiteatro del Marina del Gargano, la rassegna Ti Porto un Libro vivrà probabilmente il suo appuntamento più identitario, con due giovani autori pugliesi accomunati da una precisa scelta di vita.
Saranno infatti protagonisti Floridiana Ventrella, autrice di Lavorare al Sud è (im)possibile, e Flavio Roberto Albano, che presenterà il libro omonimo del progetto La tornanza.
Due opere unite da un filo conduttore estremamente forte: la convinzione che il Mezzogiorno (e dunque anche la Puglia) possa rappresentare un luogo di opportunità e non soltanto di partenza per i giovani. Entrambi gli autori raccontano un Sud terra d’occasioni, un territorio nel quale scegliere di restare, investire o ritornare può diventare una prospettiva concreta a livello professionale e umano.
Da un lato, Floridiana Ventrella mette in discussione uno dei luoghi comuni più radicati del nostro tempo, affrontando il tema del lavoro nel Meridione con uno sguardo pragmatico e costruttivo. Il suo libro non nega le difficoltà, ma invita a superare stereotipi e rassegnazione, proponendo strumenti, esperienze e nuove prospettive per chi desidera costruire il proprio futuro al Sud.
Dall’altro, Flavio Roberto Albano racconta il significato della “tornanza”, il ritorno consapevole alla propria terra dopo esperienze vissute altrove. Un ritorno che è scelta oltre le eventuali comodità, senso responsabilità e desiderio di contribuire allo sviluppo della comunità dalla quale si proviene, trasformando le competenze acquisite in nuove opportunità per il territorio.
Ripopolare il Sud e trovarci opportunità
La riflessione proposta dai due autori si inserisce inoltre in uno dei temi più urgenti che interessano oggi il Mezzogiorno e, più in generale, le aree interne (ma ormai non solo) del Paese: quello dello spopolamento. Un fenomeno che non può essere affrontato soltanto sul piano occupazionale, ma che interpella direttamente anche la capacità delle istituzioni e delle amministrazioni locali di costruire comunità attrattive, in grado di offrire servizi, qualità della vita, opportunità culturali, connessioni e spazi nei quali i giovani possano immaginare il proprio futuro.
In un’epoca in cui le professioni digitali e lo smart working consentono sempre più spesso, soprattutto ai giovani, di scegliere il luogo in cui vivere indipendentemente dalla sede dell’azienda per cui si lavora, territori come Manfredonia e la Puglia possono trasformare la propria bellezza, il patrimonio paesaggistico, la qualità della vita e il senso di comunità in un autentico fattore competitivo. La sfida, allora, non è soltanto trattenere i giovani, ma rendere questi luoghi capaci di attrarre nuovi talenti, professionisti e famiglie, costruendo un modello di sviluppo fondato sulla qualità della vita, sull’innovazione e sulla valorizzazione delle identità locali.
È proprio questo il messaggio che la Fondazione Re Manfredi intende porre al centro della serata: parlare ai giovani attraverso giovani che hanno deciso di credere nella propria terra, dimostrando come il talento possa diventare motore di crescita quando incontra il coraggio di investire sul territorio.
Per questo motivo la serata rappresenta uno degli appuntamenti da tenere maggiormente d’occhio di Ti Porto un Libro. L’invito è rivolto soprattutto alle nuove generazioni, agli studenti, ai professionisti, ai giovani imprenditori e a tutti coloro che desiderano confrontarsi direttamente con due autori che hanno trasformato la propria esperienza personale in uno strumento di riflessione collettiva.
Ufficio stampa
Fondazione Re Manfredi


