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Giornate europee del patrimonio 2026: in biblioteca le carte che raccontano la Manfredonia del Settecento

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GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2026: IN BIBLIOTECA LE CARTE CHE RACCONTANO LA MANFREDONIA DEL SETTECENTO

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, dedicate quest’anno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, la Città di Manfredonia promuove una mostra documentaria dedicata ad alcuni dei più preziosi materiali conservati nell’Archivio Storico comunale. L’esposizione sarà allestita presso la Biblioteca Comunale e resterà visitabile dal 28 settembre al 31 ottobre 2026, offrendo a scuole, studenti, famiglie, studiosi e cittadini un tempo più ampio per conoscere una parte preziosa e forse ancora poco nota della memoria della città.

La mostra proporrà una selezione di riproduzioni fotografiche in grande formato tratte dal Libro Rosso dell’Università di Manfredonia e dal Catasto Onciario del 1749, accompagnate da brevi testi esplicativi che consentiranno di leggere quei documenti non soltanto come antiche carte, ma come testimonianze della vita quotidiana, amministrativa, economica e sociale della Manfredonia di alcuni secoli fa.

Particolarmente suggestiva è la storia del Libro Rosso. Il nome appartiene a una tradizione diffusa in numerose città del Mezzogiorno e richiama le raccolte ufficiali di privilegi, norme e diritti civici, tradizionalmente rilegate in pelle rossa. Nel caso di Manfredonia il volume raccoglie “capitoli, consuetudini e leggi patrie”, cioè disposizioni che regolavano concretamente la vita della comunità.

Anche la parola “Università” aveva allora un significato completamente diverso da quello odierno: non indicava un luogo di studi, ma la comunità cittadina organizzata e la sua amministrazione, ciò che, con le dovute differenze storiche, possiamo considerare l’antenato dell’attuale Comune.

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Tra le pagine selezionate sarà possibile scoprire come venivano scelti il Sindaco generale e gli Eletti, come funzionavano alcune forme di votazione, quali regole disciplinavano il commercio del vino e della farina, quali erano i rapporti con il territorio e persino disposizioni rivolte alla tutela della salute pubblica. Attraverso il Catasto Onciario del 1749, invece, si entrerà nella dimensione più quotidiana della città: nomi, famiglie, abitazioni, beni, mestieri, patrimoni e istituzioni religiose.

“Con questa iniziativa vogliamo renderle accessibili a un pubblico più ampio, soprattutto alle nuove generazioni, perché la conoscenza del nostro patrimonio è il primo passo per tutelarlo e trasmetterlo”, dichiara il Sindaco Domenico La Marca.

“A quasi tre secoli di distanza, il senso di questa iniziativa è in fondo lo stesso: custodire, ma soprattutto far conoscere. Sarà una mostra piccola, ma credo molto interessante, perché dietro queste pagine troviamo la nostra città: il modo in cui veniva amministrata, i suoi luoghi, le famiglie, i mestieri, le consuetudini. Abbiamo scelto di lasciarla in Biblioteca fino al 31 ottobre proprio per consentire alle scuole, agli studenti e ai cittadini di visitarla con calma. E sarà anche un invito a fare un passo successivo: i documenti presentati attraverso le riproduzioni potranno infatti essere conosciuti e, secondo le modalità previste, visionati in originale presso il nostro Archivio Storico comunale”, spiega l’Assessora al Welfare e Cultura Maria Teresa Valente.

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