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Foggia, cucciolo di cinghiale ucciso a fucilate a San Nicandro Garganico. LNDC Animal Protection denuncia e lancia un appello: “Chi sa parli”

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Foggia, cucciolo di cinghiale ucciso a fucilate a San Nicandro Garganico. LNDC Animal Protection denuncia e lancia un appello: “Chi sa parli”

FOGGIA, CUCCIOLO DI CINGHIALE UCCISO A FUCILATE A SAN NICANDRO GARGANICOLNDC ANIMAL PROTECTION DENUNCIA E LANCIA UN APPELLO: “CHI SA PARLI” 

L’associazione è scesa in campo non appena appresa la notizia per fare luce sulla grave vicenda accaduta alcuni giorni fa nel paese foggiano. “Chi ha commesso questo reato va individuato e punito, si tratta di soggetti pericolosi non solo per gli animali ma anche per la comunità. Persone sadiche e incoscienti che hanno sparato senza motivo a un cucciolo in mezzo alle case. Invitiamo chi ha informazioni utili alle indagini in corso di scrivere, anche in modo anonimo, ad avvocato@lndcanimalprotection”, ha affermato la presidente LNDC Piera Rosati

Foggia, 15 maggio 2024 – Spari tra le case di San Nicandro in Gargano, dopo la mezzanotte tra domenica e lunedì scorso, hanno messo fine alla vita di un cucciolo di cinghiale che si era avvicinato al paese probabilmente in cerca di cibo. LNDC Animal Protection, appena appresa la notizia, ha sporto denuncia unendosi a quella fatta ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica. 

“Ringrazio personalmente la signora che ha immediatamente denunciato l’accaduto, scendendo in strada dopo avere sentito i colpi e vedendo due persone fuggire in prossimità del fatto” – ha dichiarato la presidente LNDC Animal Protection Piera Rosati.

La carcassa del piccolo animale, prontamente fotografata dalla signora, è stata poi fatta sparire alcune ore dopo. L’associazione chiede la collaborazione dei cittadini per individuare i colpevoli e mette a disposizione il proprio sportello legale avvocato@lndcanimalprotection.org per segnalazioni utili alle indagini, anche in forma anonima.

“In base all’attuale legge queste persone potrebbero non scontare la propria colpa anche in caso di condanna”, ha aggiunto Rosati, “perché le pene previste sono così esigue che alla fine non vengono quasi mai applicate. Da tempo chiediamo una modifica al Codice Penale per approvare un disegno di legge che, tra le altre cose, porterebbe la pena massima per chi uccide un animale dagli attuali 2 anni a 6 anni di reclusione. Questo consentirebbe davvero di punire adeguatamente chi compie questi gesti efferati e pericolosi anche per le persone come in questo caso. Auspico che sia fatta chiarezza e giustizia su questo ennesimo orribile fatto e che tale modifica arrivi presto, nonostante l’ostracismo della Lega del Ministro Salvini. Punire questi crimini in maniera efficace è fondamentale perché la violenza deve sempre essere condannata, soprattutto quando è verso le creature più indifese”, ha chiosato la Presidente LNDC Animal Protection.

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Comunicato Stampa

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