Politica Manfredonia

Festa Patronale Manfredonia. Il messaggio del sindaco

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Festa Patronale Manfredonia. Il messaggio del sindaco

CARISSIME CONCITTADINE E CARI CONCITTADINI

Carissime concittadine e cari concittadini,

come ogni anno, migliaia di persone cammineranno assieme in una processione che rappresenta da sempre il momento più alto della nostra Festa Patronale in onore di Maria SS. di Siponto.

L’icona della Madonna di Siponto attraverserà la nostra città, un’immagine, uno sguardo che tocca l’anima di chi la guarda credente e non, trasformando pensieri in preghiere tra le strade di una città in cammino dove c’è ancora tanto da fare.

Che sia festa allora, ma non un semplice modo per distrarci e dimenticare, che sia una festa allegra ma mai a discapito degli altri, che ci sia la possibilità di ritrovarsi davvero.

Che sia la festa dell’attenzione, dell’accoglienza, che sia la festa per ritrovare chi è dovuto partire o andare via, e mi pesa ogni giorno, sentendo la responsabilità, specie per i più giovani, di non poter invertire un processo di migrazione, come fossimo sempre in ritardo su tutto.

Che non sia una ripetizione abitudinaria ma ravvivi la devozione verso una Madre che ci guida mettendosi per ultima, che ci invita a costruire una città a misura dei più fragili, che sono quelli che per primi lei ama e, dal fondo della nostra processione, protegge.

Siano custoditi i suoi bambini e i suoi anziani, sempre più soli, portatori sani di un passato che abbiamo bisogno di conoscere spogliandoci da ogni superficialità auto celebrativa.

Come primo cittadino sono chiamato ad attenuare l’impeto che a volte rischia di farci smarrire l’obiettivo comune.

Quella Madre invita noi tutti, Amministratori, ad essere più coraggiosi, umili, a mettere da parte il proprio futuro politico individuale, così che anche la critica politica non sia solo satira ma diventerà proposta.

Dobbiamo tutti ritrovare l’onestà di non inquinare e banalizzare, o peggio violare, il linguaggio per assoggettarlo alle nostre opinioni, alle nostre paure o alimentando le stesse.

Dobbiamo recuperare l’attitudine a fare senza popolarità, senza aspettarci riconoscimenti o medaglie al valore, fare semplicemente perché è il nostro dovere.

Facciamo nostro l’invito di Don Ciotti ad essere eretici, eretici dei fatti prima che delle parole, eretici per coerenza, coraggio, gratuità, responsabilità e impegno.

Tutto questo si incarna in quel volto di Madre, umile e determinata, che tutti amiamo e che tutti ci ama. Ed è proprio quel volto a ricordarci che siamo tutti migranti, o frutto di migrazioni; tutti ospiti, di passaggio su questa Natura oggi soffocata dal cemento, che ci chiede con forza di essere protetta e liberata, per garantire la nostra stessa sopravvivenza.

Non è il tempo di stare a guardare, con le mani in tasca o sui tasti giudicanti; questo è il tempo di fare il possibile, e anche l’impossibile, per accorciare le distanze tra coloro che possono permettersi ogni cosa e coloro che non possono permettersi nulla.

Veglia su di noi, Madre nostra, veglia su quel popolo che, più di tutti, Tu ami, facendoti ultima e rendici non un popolo che segue, ma un popolo che agisce.

Di questo amore ricordati sempre, Manfredonia.

Buona festa!

Il Sindaco
Domenico la Marca