Cronaca Italia

Famiglia nel bosco: la proposta del sindaco di Palmoli

Giuseppe Masciulli ha deciso di venire incontro a quella che oramai è chiamata dai media la "famiglia nel bosco". Qual è la proposta?

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L’amministrazione comunale di Palmoli torna a porgere una mano concreta alla famiglia composta dai genitori e dai tre figli, residenti in una vecchia abitazione contadina nei boschi e al centro di una vicenda delicata: “Accettatela e i bambini potranno tornare con voi” è l’appello che il sindaco Masciulli rivolge al nucleo familiare. Secondo il primo cittadino, la proposta non è un favore, ma una soluzione abitativa stabile: un immobile nel centro del paese, dotato di tre camere da letto, cucina, soggiorno, due bagni, riscaldamento e tutte le utenze già attive.

Una casa pronta per tornare a vivere

La casa offerta dal Comune rappresenta un’alternativa concreta alla condizione ritenuta inadeguata dell’abitazione iniziale nei boschi: priva di bagno interno con acqua corrente, senza elettricità né riscaldamento, descritta come un “rudere” dal tribunale. Il sindaco ricorda che l’amministrazione si è attivata fin dal momento dell’intossicazione da funghi dell’intero nucleo familiare, che ha fatto emergere le criticità dell’abitazione rurale. Secondo quanto dichiarato, la famiglia aveva già soggiornato l’anno scorso nella casa del centro per circa dieci giorni dopo il ricovero, per poi fare ritorno nella residenza nei boschi. Ora l’offerta viene rilanciata con forza: “Una casa con due bagni e tre camere da letto… dotata di tutte le utenze, riscaldamento a metano e caminetto” nel pieno centro di Palmoli. Il progetto prevede che la famiglia utilizzi l’abitazione del Comune come sede temporanea mentre viene ristrutturato il fabbricato nei boschi, in accordo con le prescrizioni del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che ha ordinato l’allontanamento dei figlioletti della coppia per problemi igienico-sanitari. La proposta giunge in un momento critico: la sospensione della potestà genitoriale era stata motivata dal fatto che la casa rurale risultava totalmente inadatta ai minori. Il sindaco Masciulli sottolinea che non si tratta di un atto punitivo, ma di un passo verso la ricomposizione familiare e il bene dei bambini. L’offerta del Comune si innesta in un percorso più ampio: era stato predisposto un programma operativo con i servizi sociali, che comprendeva la ristrutturazione dell’immobile, visite sanitarie per i minori e incontri psico-educativi. Quel programma però non ha dato gli esiti sperati, e la collaborazione famigliare è stata giudicata insufficiente. È dunque un autentico bivio: la casa gratuita in centro rappresenta una via concreta per il ritorno dei figli nella casa dei genitori. Ma senza la disponibilità attiva della famiglia, la ricomposizione resta sospesa. Il tempo e la volontà saranno determinanti.