Lavoro

Essere istruttore in una scuola sottufficiali dell’Aeronautica Militare

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ESSERE ISTRUTTORE IN UNA SCUOLA SOTTUFFICIALI DELL’AERONAUTICA MILITARE

A cura del Luogotenente in congedo Michelarcangelo SIMONE

Essere istruttore in una Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare  è un ruolo di alto prestigio e responsabilità, che rappresenta, spesso, un punto di orgoglio nella carriera di un militare operativo. Questo ruolo comporta la formazione, la selezione e l’addestramento non solo dei nuovi Allievi, ma anche del personale già in servizio, delle altre forze armate e, talvolta, di corpi armati stranieri.

I punti chiave su cosa comporta essere un istruttore militare è il seguente:

• Il percorso prevede il superamento di prove selettive e la frequenza di corsi specifici. I corsi di metodo di insegnamento e formazione nell’ambito militare italiano sono strutturati per preparare istruttori, ufficiali e sottufficiali, e trasmettere competenze tecniche e tattiche in modo efficace.

• Ruolo e Responsabilità: Gli istruttori sono fondamentali per trasmettere competenze tecniche, tattiche e la “forma” militare corretta. Devono possedere un alto livello di competenza operativa, spesso maturato con anni di esperienza diretta.

• Addestramento Fisico e Tecnico: L’attività addestrativa è intensa e realistica, progettata per avere un impatto psico-fisico sugli allievi. 

• Aggiornamento Continuo: Un istruttore militare deve costantemente aggiornare e standardizzare le proprie competenze, partecipando a corsi di formazione interna per mantenere elevati standard didattici.

Il ruolo richiede non solo competenza tecnica, ma anche la capacità di essere un punto di riferimento disciplinare e professionale per gli Allievi Sottufficiali di carriera.

La solidarietà nel campo militare si manifesta attraverso diverse forme, spaziando dal supporto reciproco tra commilitoni, all’assistenza verso la popolazione civile, fino agli aiuti internazionali. Essa si fonda su valori come l’altruismo, l’unione e la dedizione.

L’Istruttore è punto di riferimento principale per la formazione degli Allievi Sottufficiali dell’Aeronautica Militare Italiana, non solo per il ruolo Specialisti dell’Aeronautica Militare (SSAM) – Caserta che si occupava della formazione degli Allievi Specialisti A.M. sostituito, circa 25 anni fa, dalla Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare (SMAM), con sede sull’Aeroporto “Tommaso Fabbri” di Viterbo.

Nella mia carriera di Istruttore militare, svolta fino alla fine degli anni ’70, presso la Scuola Specialisti di Caserta, non ricordo esattamente quanti Allievi Sottufficiali ho addestrato e formato,nel corso di circa un decennio. Vi posso dire che in un periodo di corso di formazione, dal 1973 al 1974, mi sono capitati 14 Allievi di Manfredonia, per fortuna non tutti appartenenti alla mia Compagnia (2^ Compagnia del Gruppo Allievi); le Compagnie della Scuola di Caserta erano quattro, dopo qualche anno, per decisioni del Comando Generale delle Scuole di Guidonia, si sono formate otto Compagnie per il numero crescente degli Allievi Specialisti frequentatori. Di queste 8 Compagnie una era composta dai Marescialli frequentatore dei Corsi di Perfezionamento (5^ Compagnia), e una Compagnia era composta dai corsi Stranieri, Allievi Ufficiali e Allievi Sottufficiali Zairesi e Congolesi, difficile da gestire per vari motivi. Il loro regolamento Militare era ben diverso da quello italiano. Non solo, erano due nazioni spesso in guerra tra di loro, per cui immaginate la convivenza nella stessa scuola di formazione; i zairesi parlavano francese e i congolesi parlavano inglesi.

Come accennavo prima, nel ridetto periodo di formazione 1973/1974, non è stato facile gestire 14 Allievi di Manfredonia, poiché tutti avevano le esigenze di essere aiutati ed agevolati durante il periodo del corso di studio e di formazione fino al giorno del loro trasferimento ai vari Reparti dell’Aeronautica Militare. Pensate uno di loro, a 18 anni, aveva già una figlia, e con la vecchia giurisprudenza costituiva un impedimento per la partecipazione al concorso nella Forza Armata, per cui dovetti fare finta di niente e di non essere a conoscenza della prole che aveva a carico. Se fosse stato scoperto sarebbe stato espulso dall’Aeronautica poiché venivano a mancare i requisiti richiesti dal bando di concorso.  

Per questi Allievi rappresentavo un importante punto di riferimento, tanto è vero che mi avanzavano le richieste più assurde, pur di trascorrere il fine settimana a casa. La mia stanzetta agli alloggi Sottufficiali, veniva utilizzata spesso da loro, come luogo di rifugio per poter trascorrere qualche ora di libertaed assentarsi dalle attività addestrativa o ora di studio obbligatorio, ovviamente provvedendo ad avvisare i miei colleghi insegnanti/istruttori delle altre companie.

Pensate che un Allievo mi chiese un permesso giustificando che gli era morto il nonno, senza ricordarsi che era l’ottava richiesta che mi faceva per lo stesso motivo, tanto da chiedergli quanti nonni avesse.

In base al regolamento interno di allora, non tutte le settimane gli Allievi potevano andare in fine settimana a casa, di solitoandavano a casa a settimane alterne, inoltre, se un Allievo incorreva in qualche provvedimento disciplinare non poteva usufruire del fine settimana. Un’altra causa che impediva di usufruire il permesso di fine settimana era nel riportare qualche insufficienza in una delle materie di studio, oppure se impegnato in qualche turno di guardia o per altri motivi di servizio interno.

Quando non riuscivo a mandarli tutti a casa in regolare permesso, qualche volta violavo i regolamenti militari per la mia incoscienza, e per la mia giovane età (avevo iniziato la carriera di Istruttore che avevo appena 22 anni), tre o quattro di loro me li mettevo in macchina, il sabato pomeriggio a fine lezioni, e me li portavo a Manfredonia senza permesso, con una responsabilità e dei rischi enormi, chiedendo preventivamente ai colleghi di Servizio di Giornata, di metterli presenti al contrappello serale, per poi rientrare la domenica sera prima della mezzanotte. Cosa che, col il senno di poi, non lo farei mai più, per le conseguenze disciplinari a cui potevo andare incontro.  Come diceva il sommo poeta Dante: “Solo al pensiero mi rinnova la paura…”.

Mi piace citare alcuni nomi di quei 14 ex Allievi Specialisti di Manfredonia, del periodo 1973/74, che sicuramente saranno felici nel leggere questo articolo, non solo per ricordarsi del tempo trascorso presso la Scuola Specialisti di Caserta, ma per il mio impegno, la mia solidarietà nei loro confronti anche esagerata

• Ex Allievo Spec. TIZZANI                 Vincenzo

• Ex Allievo Spec. MASTRAPASQUA Angelo

• Ex Allievo Spec. COSENZA               Antonio

• Ex Allievo Spec. DE CRISTOFARO  Antonio (deceduto qualche anno fa in un incidente stradale)

• Ex Allievo Spec. IMPAGNATIELLO Michele

• Ex Allievo Spec. PACILLO                 Gino

• Ex Allievo Spec. CROCE                    Lorenzo ed Altri….

Con l’avanzare dell’età, i ricordi del passato tendono a riaffiorare in modo più frequente, spesso spontaneamente. Questo accade per diverse ragioni fisiologiche e psicologiche: 

Spesso i ricordi giungono alla coscienza inaspettatamente, senza sforzo, legati a sensazioni o frammenti di vita che riemergono.

La rievocazione del passato, spesso accompagnata da nostalgia, può fungere da meccanismo di difesa contro l’incertezza del presente, offrendo conforto e riaffermando la propria identità.

Ricordare, permette di rielaborare la propria storia, dando un senso di continuità alla propria vita. 

Sebbene con l’età la memoria possa subire modificazioni fisiologiche, l’affiorare dei ricordi è un processo naturale che aiuta a integrare le esperienze passate nel presente.

        Cav. Michelarcangelo SIMONE

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