Politica

Emergenza abitativa, botta e risposta Rotice-Valente

Egregio Sig. Sindaco,

quando ho ricevuto la Sua pec credevo che finalmente avesse notizie, magari anche positive, sul problema dell’emergenza abitativa che riguarda centinaia di nostri concittadini. Invece, in parole povere, tutto ciò che aveva da dirmi è che avrei dovuto evitare di mettere in imbarazzo l’amministrazione durante l’interrogazione presentata in Consiglio Comunale.

A quanto pare, Lei vorrebbe denunciarmi per aver chiesto pubblicamente “che si faccia chiarezza su chi occupa abusivamente gli alloggi, magari non avvisando dei controlli poco prima che arrivino i controlli…”.

Forse, Sig. Sindaco, Lei dimentica che io e Lei abbiamo dei ruoli ben precisi: il Suo è quello di governare dando risposte ai bisogni della città, mentre il mio, da Consigliera di opposizione, è quello di farmi portavoce delle istanze e delle problematiche dei nostri concittadini e di vigilare sull’operato di questa Amministrazione. Ed è esattamente quello che ho fatto.

Pertanto, trovo estremamente grave il tono ed il contenuto della Sua nota, in quanto lesiva della libertà e del sereno esercizio del ruolo istituzionale che ricopro.

Le chiedo: in che modo, esattamente, avrei infangato l’operato dell’amministrazione e creato “una falla per la trasparenza e la legalità” degli uffici dell’ente? E come mai questa Sua contestazione giunge a distanza di oltre un mese dal Consiglio in cui quella frase, peraltro estrapolata dal contesto, è stata pronunciata? È solo un caso che giunge dopo che, appena qualche giorno fa, proprio sull’emergenza abitativa, ho depositato al Comune una nuova interrogazione?

Sig. Sindaco, Lei è talmente concentrato su selfie, inaugurazioni di locali e sterili proclami, da non essersi nemmeno accorto che in aula consiliare non ho fatto che riportare quanto già evidenziato, anche a mezzo stampa, dalle stesse persone in attesa dell’assegnazione di una casa popolare, per cui mi sono fatta carico anche della loro preoccupazione, volta a far sì che i controlli si facciano con il rigore e le cautele necessarie per evitare che gli stessi risultino inefficaci.

Un uomo del fare, come ama definirsi, più che minacciare di denuncia la sottoscritta per aver svolto il proprio compito, avrebbe semplicemente dovuto dimostrare di aver messo in atto adeguati controlli a tutela di quelle famiglie che in un futuro migliore continuano a crederci ancora, anche se la campagna elettorale è terminata da un pezzo e gli impegni assunti restano ancora mirabolanti promesse.

Mia madre dice sempre che la gallina che canta ha fatto l’uovo. Ecco, ora mi dia 10 giorni di tempo per spiegarle anche questa frase. E se con questa battuta ho urtato la Sua suscettibilità, mi denunci subito, senza alcun ridicolo ultimatum.

Io sono pronta.

LA CAPOGRUPPO CONSILIARE CON MANFREDONIA

Maria Teresa Valente

Comunicato Stampa

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