Emergenza abitativa a Foggia, Emiliano: “3,5 milioni dalla Regione. Le Iene da Landella

Appena terminata in Prefettura a Foggia, la riunione presieduta dal Prefetto Raffaele Grassi, con il Presidente della Regione Puglia, il Sindaco del Comune di Foggia, l’Amministratore Unico di ARCA Capitanata, il Direttore Generale della A.S.L. di Foggia.

Come si legge dal verbale:

“Il Prefetto, in apertura, rappresenta di aver ricevuto nei giorni scorsi una delegazione di cittadini residenti nei containers di Via San Severo  i quali  hanno segnalato la situazione di mancanza di sicurezza e delle minime condizioni igienico – sanitarie  in cui sono costretti a vivere.

Sulla vicenda, dopo un ampio e sereno confronto si conviene quanto segue:

a seguito del sopralluogo effettuato da personale dell’ASL di Foggia su 38 containers a cui è stato consentito l’accesso, dal quale sono emerse le precarie condizioni igienico sanitarie dei locali, il Sindaco del Comune di Foggia adotterà una ordinanza ex artt. 50 e 54 TUEL finalizzata allo sgombero dei containers inagibili, già consegnato in bozza.

 Per la sistemazione dei nuclei familiari interessati, sulla base delle indicazioni fornite dal Comune, si utilizzeranno i 6 alloggi attualmente disponibili e per i restanti nuclei, per effetto del provvedimento sindacale di cui sopra, si ricorrerà ad una procedura straordinaria  che consentirà l’utilizzo di fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia per l’emergenza abitativa, pari a Euro 3.500.000 di Euro, per il reperimento di immobili da destinare allo scopo”.

Il presidente della Regione Michele Emiliano ha dichiarato:

“Il Sindaco si è impegnato, come per legge e come avevo detto da tempo, a firmare l’ordinanza di sgombero. L’ordinanza di sgombero consente alla Regione di mettere a disposizione subito tre milioni e mezzo di euro che possono diventare di più: sono somme necessarie all’acquisto degli immobili che man mano verranno assegnati dal Sindaco stesso, perché è lui che assegna le case.

Verrebbe voglia di essere felici e ottimisti e io ovviamente non ho motivo per non esserlo altrimenti non farei il Presidente della Regione. Ma dobbiamo seguire bene tutta questa vicenda: man mano che noi sgombriamo i containers, dobbiamo demolirli, altrimenti si potrebbe pensare che a Foggia ci sia l’emergenza abitativa non perché mancano le case, ma perché c’è qualcuno che vuole far firmare per forza accordi di programma in deroga al Piano regolatore. E quindi l’emergenza abitativa servirebbe a giustificare le deroghe. Con me questo scherzetto non funziona.

Adesso si sono chiariti i termini: noi mettiamo i soldi, poi dopodiché le operazioni vanno fatte dal Comune e dal Prefetto, ecco perché sono cauto: l’emergenza che esiste è forte, l’ordinanza di sgombero crea un’accelerazione poderosa senza la quale questa operazione non sarebbe stata possibile. Era da un anno che lo dicevo, però adesso sono tutti d’accordo.

Credo che sia stato anche importante l’intervento del Presidente del Consiglio Conte al quale ho telefonato. Adesso questa procedura è iniziata. Sorvegliamo. Chiunque sia interessato alla vicenda non molli perchè non è finita qua.

È un’operazione complessa che parte da un presupposto, che in quei containers non si può vivere: la ASL ha chiaramente detto che lì non è possibile una esistenza igienicamente garantita, quindi bisogna andare via. La Giunta regionale ha messo a disposizione una somma per acquistare case che a Foggia esistono, sono sfitte, non si utilizzano, quindi dovrebbero avere anche dei prezzi calmierati perché evidentemente non c’è domanda, case quindi che in tempi rapidi possono essere assegnate a queste persone.

Lancio un appello a tutti i costruttori che non riescono a vendere case: se noi distribuiamo queste cento famiglie, una o due per condominio, non creiamo uno sconvolgimento nella vita di nessuno. Ho ipotizzato che se ci dessero delle case di 80-90 metri quadrati a centomila euro, noi ne potremmo comprare diverse. Non è una cosa complicata: si va dal notaio, si fa l’operazione con l’Arca Foggia e si cominciano i traslochi.

Le case che potremmo acquistare potrebbero essere utilizzate, man mano, per darci il tempo di costruire tutte le abitazioni popolari necessarie. Bisogna che qualcuno ci venda queste case o ce le metta a disposizione. Il prefetto ha dei mezzi autoritativi, noi in teoria potremmo anche espropriarle”.




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