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È sipontina la fotografa ufficiale di Alberto Bertoli e del premio dedicato al grande Pierangelo

“Pensa, pensa al tuo bambino/Al saluto che ti mandò/E tua moglie sveglia di buon mattino/Con Dio di te parlò”. Provate a chiudere gli occhi e ad ascoltare i versi di questa meravigliosa canzone di Pierangelo Bertoli: vi sembrerà di vedere il pescatore intento a gettare le reti al largo, mentre il suo bambino lo attende con la mamma sul molo.

Rita Basta

E quando cullati dalle note vi sembrerà di sentire persino il profumo del mare, vi stupirà scoprire che il grande cantautore Pierangelo Bertoli su un peschereccio non c’è mai stato. Anzi, non è mai stato nemmeno su una barca. Eppure, nel suo cuore nutriva uno sconfinato ed immenso amore per il mare che gli ha permesso di superare col suo animo poetico la propria disabilità per regalarci una canzone senza tempo. A svelarmelo è Rita Basta, il cui nome per uno strano gioco del destino è legato indissolubilmente a quello di Bertoli.

Maggiore di 7 figli e con un padre pescatore, Rita è nata a Manfredonia ed è cresciuta proprio ascoltando le strofe della struggente canzone. Quante volte, confessa, con la sua mamma pregava che il papà Paolo tornasse sano e salvo mentre dal molo scrutavano insieme l’orizzonte nei giorni di burrasca.

Giovanissima Rita si è trasferita da Manfredonia a Modena per fare la farmacista. Ma quel mestiere le stava stretto e alla fine degli anni ’90 si è aperta un negozio di fotografia. I suoi scatti preferiti? Quelli dedicati al suo mare, tanto da aggiudicarsi diversi premi in concorsi fotografici, di cui uno a Trieste con una foto dal titolo ‘Mio padre’ in cui ha immortalato proprio il padre Paolo seguendolo per un’intera giornata a bordo del peschereccio ‘Principessa Elena’.

‘Mio padre’, foto di Rita Basta vincitrice del concorso la Barcolana a Trieste

Dopo aver trascorso una vita cullata dalle note di Bertoli, Rita a Modena ha conosciuto Alberto, figlio del grande cantautore ed anch’egli cantautore. L’occasione è stata il concerto in onore di Pierangelo, a 10 anni dalla sua scomparsa. “Ci andai quasi timidamente. Una fotografa donna deve sgomitare molto più degli uomini, ma il mio lavoro mi piace troppo e ci metto tutta me stessa”, racconta Rita.

E la passione per la fotografia e l’amore per Pierangelo e le sue canzoni, sono venute fuori in maniera strepitosa proprio durante quel concerto, i cui scatti hanno colpito Alberto.

Da allora la manfredoniana Rita è diventata la reporter ufficiale di Alberto Bertoli, del prestigioso premio Pierangelo Bertoli che ogni anno si tiene a Sassuolo per omaggiare artisti affermati (come Ligabue nell’edizione del 2019) e dei concerti dedicati a Pierangelo. Suoi sono gli scatti che illustrano le copertine dei dischi di Alberto, consolidando un connubio a cui il giovane Bertoli ormai non riuscirebbe più a rinunciare, perché Rita, ha confessato, “mi fotografa l’anima”.

Insomma, Rita ne ha fatta di strada, ma porta ancora con sé il mare negli occhi e il profumo di salsedine nel cuore. Il suo desiderio più grande? “Donare i miei scatti dedicati al mare al Museo del Mare che a breve nascerà a Manfredonia”. E ci auguriamo che il suo desiderio possa essere esaudito.

di Maria Teresa Valente

Maria Teresa Valente

Giornalista pubblicista dal 2000 ed impiegata, esercita anche l’attività di mamma full time di due splendidi e vivacissimi bambini: Vanessa e Domenico. È nata e cresciuta a Manfredonia (FG), sulle rive dell’omonimo Golfo, nelle cui acque intinge quotidianamente la sua penna ed i suoi pensieri. Collabora con diverse testate ed ha diretto vari giornali di Capitanata, tra cui, per 10 anni, Manfredonia.net, il primo quotidiano on line del nord della Puglia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sull’immigrazione, ha conseguito un master in Comunicazione Politica ed è appassionata di storia. Per nove anni è stata responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Manfredonia. Ancora indecisa se un giorno vorrebbe rinascere nei panni di Oriana Fallaci o in quelli di Monica Bellucci, nel frattempo indossa con piacere i suoi comodissimi jeans, sorseggiando caffè nero bollente davanti alla tastiera, mentre scrive accompagnata dalla favolosa musica degli anni ‘70 e ‘80.

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