Scuola

Docente vince la selezione al MiC, ma arriva il no al nulla osta

Negato a un docente il nulla osta al trasferimento dopo aver vinto un concorso al Ministero della Cultura. Che cosa è successo?

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Un docente del Gruppo Mobilità Intercompartimentale Docenti è risultato tra i 10 vincitori della selezione bandita dal Ministero della Cultura per il profilo di funzionario amministrativo. Il collega si è distinto tra oltre 600 candidati provenienti dai diversi Ministeri.
Il risultato viene definito dal MID un riconoscimento significativo delle competenze professionali maturate dal personale docente e della possibilità di utilizzare tali competenze anche in altri settori della Pubblica amministrazione.
La vicenda, tuttavia, rischia di concludersi diversamente dalle aspettative del vincitore. Il docente avrebbe infatti ricevuto il diniego del nulla osta da parte dell’Ufficio Scolastico competente.
Secondo il gruppo, il contrasto tra la selezione superata e l’impossibilità di prendere servizio rappresenta un esempio concreto dei limiti oggi esistenti alla mobilità intercompartimentale del personale scolastico.
La partecipazione al bando era stata promossa dal MID. L’obiettivo era quello di dimostrare sul campo il valore professionale degli insegnanti e la loro possibilità di concorrere per incarichi in altri comparti della PA.
Dei 10 candidati collocati in posizione utile, il gruppo sottolinea inoltre che 5 beneficerebbero della riserva prevista dal bando per il personale già in posizione di comando presso il Ministero della Cultura.

Il docente selezionato tra oltre 600 candidati

La vicenda nasce lo scorso febbraio, quando un gruppo di docenti aderenti al MID ha deciso di partecipare a una procedura selettiva del MiC articolata in quattro diversi profili di funzionario.

L’iniziativa voleva dimostrare concretamente che le professionalità presenti nella scuola possono essere messe a disposizione di altri settori della Pubblica amministrazione. Il docente risultato vincitore ha partecipato alla selezione per il profilo di funzionario amministrativo. Il collega è riuscito a collocarsi tra i 10 candidati in posizione utile su oltre 600 partecipanti provenienti dai diversi Ministeri.

Il MID evidenzia inoltre la composizione della graduatoria. Secondo quanto riportato nel comunicato, 5 dei 9 candidati collocati nelle altre posizioni utili beneficerebbero della riserva prevista dall’articolo 4, comma 2, del bando destinata a chi si trovava già in posizione di comando, a qualsiasi titolo, presso il MiC alla data di pubblicazione del bando.

Tre ulteriori vincitori, sempre secondo il gruppo, proverrebbero dal MIM, anche se non sarebbe possibile verificare se si tratti di personale degli Uffici scolastici o di insegnanti.

Il risultato del docente del MID assume quindi particolare rilievo per il gruppo. Tale risultato è la dimostrazione concreta della possibilità per un insegnante di superare una selezione pubblica per accedere a un differente comparto della Pubblica amministrazione.

Il problema del nulla osta

A fronte del risultato ottenuto, però, il docente avrebbe ricevuto il diniego del nulla osta da parte dell’Ufficio Scolastico competente.

È proprio questo il punto centrale della denuncia del MID. Il gruppo ritiene infatti paradossale che un candidato possa risultare vincitore di una selezione svolta dal MiC e non essere messo nelle condizioni di assumere il nuovo incarico.

Il caso rappresenterebbe dunque un esempio emblematico delle difficoltà che il personale scolastico incontra quando tenta di passare verso un altro comparto della Pubblica amministrazione.

Per il MID, la selezione avrebbe inoltre consentito di rispondere concretamente alle perplessità di chi mette in dubbio la possibilità per i docenti di svolgere efficacemente mansioni differenti da quelle strettamente legate all’insegnamento.

«Con questo caso emblematico – sostiene il gruppo – i docenti hanno dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, di avere le competenze per poter accedere ad un altro ramo della PA».

La richiesta di una deroga per il 1° ottobre

La richiesta più immediata del MID riguarda proprio il docente risultato vincitore della selezione. Il gruppo chiede una deroga che gli consenta di approdare al MiC a partire dal 1° ottobre 2026, come indicato anche nella lettera che il MiC avrebbe inviato al diretto interessato.

Il gruppo afferma inoltre di essere in possesso della documentazione relativa alla vicenda. Si dichiara inoltre disponibile a metterla a disposizione degli organi di stampa e delle istituzioni interessate.

Ma la richiesta non si limita al singolo caso. Il MID sollecita infatti una revisione complessiva delle regole che disciplinano la mobilità del personale scolastico.

«Superare una disparità rispetto al resto della PA»

Tra le proposte avanzate dal gruppo c’è innanzitutto la possibilità di consentire al personale scolastico il passaggio verso altri rami della PA. L’obiettivo è superare gli attuali vincoli alla mobilità intercompartimentale.

Il MID chiede inoltre che il personale scolastico possa accedere alle eventuali carenze di funzionari che si dovessero creare negli uffici del MIM, in qualità di dipendenti dello stesso Ministero.

Un’altra richiesta riguarda la mobilità annuale dei docenti di ruolo, che il gruppo vorrebbe rendere più semplice e priva dei vincoli oggi esistenti. Questo secondo un modello che il MID ritiene maggiormente in linea con quello applicato nel resto della Pubblica amministrazione.

Nel comunicato il gruppo collega infine la questione anche al principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione e alla direttiva europea 2000/78/CE. Il gruppo sostiene che gli attuali limiti rappresentino un vincolo ormai anacronistico alla progressione professionale degli insegnanti e possano contribuire a ridurre le possibilità di trovare percorsi alternativi all’interno della PA.

Fonti:

Comunicato stampa del Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti

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