Denise Pipitone: le minacce a Piera prima della scomparsa
A ventidue anni dalla scomparsa della bambina di Mazara del Vallo, Piera Maggio torna a parlare a Verissimo.

Sono trascorsi oltre ventidue anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina sparita nel nulla il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, quando aveva appena quattro anni. Una vicenda che continua a rappresentare uno dei misteri irrisolti più dolorosi della cronaca italiana.
Alla vigilia del ventiseiesimo compleanno della figlia, nata il 26 ottobre 2000, Piera Maggio è tornata a raccontare la propria storia nel salotto televisivo di Verissimo, durante la puntata di domenica 25 ottobre, intervistata da Silvia Toffanin.
Un’intervista intensa, nella quale la donna ha ripercorso gli anni trascorsi senza Denise, soffermandosi sulle nuove segnalazioni, sulle difficoltà incontrate nelle indagini e su alcuni episodi inquietanti che, secondo il suo racconto, avrebbero preceduto il rapimento.
Le nuove segnalazioni: «Non abbassiamo mai la guardia»
Nonostante il tempo trascorso, Piera Maggio non ha mai smesso di cercare sua figlia. Ancora oggi continuano ad arrivare segnalazioni da parte di persone che ritengono di aver individuato possibili tracce della bambina scomparsa.
La madre ha spiegato che ogni informazione viene presa in considerazione e valutata attentamente, senza escludere alcuna possibilità.
Nel corso dell’intervista ha inoltre rivelato che attualmente si sta lavorando a una segnalazione particolarmente specifica, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.
Una circostanza che testimonia come la ricerca di Denise non si sia mai fermata, anche se, al momento, non emergono elementi pubblicamente confermati che consentano di parlare di una svolta nelle indagini.
Le minacce prima della scomparsa
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista ha riguardato alcuni episodi che Piera Maggio ha raccontato di aver vissuto prima del settembre 2004.
La donna ha riferito di aver subito intimidazioni, danneggiamenti alla propria automobile, pedinamenti e telefonate minacciose.
Secondo il suo racconto, alcune persone sarebbero passate ripetutamente davanti alla sua abitazione, arrivando persino ad avvicinarsi alla vettura nella quale si trovava la piccola Denise.
Piera Maggio ha espresso un profondo rammarico per non aver denunciato all’epoca quelle intimidazioni, spiegando di aver agito così per tutelare il rapporto con Pietro Pulizzi, padre biologico della bambina.
Ha tuttavia precisato di aver comunicato immediatamente agli investigatori, dopo la scomparsa della figlia, i nomi delle persone sulle quali nutriva sospetti.
Si tratta di dichiarazioni che ripropongono aspetti già emersi nel corso della lunga vicenda giudiziaria, senza che ciò costituisca, di per sé, una prova di responsabilità nel sequestro.
Il misterioso episodio dei contenitori dei rifiuti
Durante la trasmissione, Piera Maggio ha raccontato anche un episodio avvenuto all’inizio dello scorso settembre, poco dopo il ventiduesimo anniversario della scomparsa.
Due uomini, arrivati a bordo di un’automobile, avrebbero sottratto alcuni contenitori utilizzati dalla famiglia per la raccolta differenziata.
La scena sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza.
L’aspetto che ha maggiormente turbato la donna riguarda il successivo ritrovamento dei contenitori proprio nel luogo in cui Denise scomparve nel 2004.
Piera Maggio ha spiegato di aver presentato denuncia, manifestando il timore che il gesto potesse essere finalizzato a raccogliere materiale riconducibile alla famiglia.
Le circostanze dell’episodio sono oggetto di accertamenti e non risultano, allo stato delle informazioni disponibili, collegamenti dimostrati con il rapimento della bambina.
Ventidue anni senza Denise: il dolore di una madre
Nel corso dell’intervista, Piera Maggio non ha nascosto la sofferenza che continua ad accompagnarla quotidianamente.
Ha raccontato di attraversare momenti nei quali trova la forza di affrontare qualsiasi difficoltà, alternati ad altri segnati dallo sconforto.
Accanto al dolore per l’assenza della figlia rimane la rabbia per quelle che considera occasioni investigative perdute.
Secondo la donna, una diversa gestione delle prime indagini avrebbe potuto consentire di raccogliere elementi decisivi per individuare i responsabili.
Il pensiero torna inevitabilmente al compleanno di Denise.
Piera ha ricordato il 26 ottobre 2000, quando la bambina venne alla luce con un parto d’urgenza, anticipando il cesareo programmato.
Una giornata di felicità che oggi rivive nella memoria della madre, la quale ha raccontato di trascorrere abitualmente il compleanno della figlia appartandosi per ricordare quei momenti.
Una scomparsa ancora senza colpevoli
La vicenda di Denise Pipitone ha attraversato oltre due decenni di indagini, testimonianze, segnalazioni e procedimenti giudiziari.
Per il presunto sequestro della bambina era stata processata Jessica Pulizzi, figlia di Pietro Pulizzi e Anna Corona, accusata di concorso in sequestro di minorenne.
La donna è stata tuttavia assolta, con una decisione divenuta definitiva.
A oggi, dunque, nessuno è stato riconosciuto colpevole del rapimento di Denise.
La sua scomparsa continua a essere un caso irrisolto, sul quale la famiglia chiede che non venga meno l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.
Il 26 ottobre 2026 Denise compie ventisei anni. Per sua madre Piera e suo padre Pietro Pulizzi, il desiderio rimane quello di poterla finalmente riabbracciare.
Dopo ventidue anni di attesa, la ricerca della verità continua.

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