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Conte scalda la piazza di Foggia per conquistare il Sud. “Il voto utile serve ai poteri forti”. Poi la difesa del reddito di cittadinanza

Un bagno di folla ha accolto a Foggia l’arrivo dell’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte. L’ex premier, originario della Capitanata, ritorna nella sua terra per gli ultimi appuntamenti elettorali in vista del voto del 25 settembre. Conte, in questi giorni, sta battendo soprattutto le grandi città del Sud. L’obiettivo dei grillini – non molto velato, oramai – è quello di riprendersi il Sud, il grande bacino di voti alle politiche del 2018. La vera sfida è battere la destra e il Partito Democratico. In alcuni collegi, Conte vorrebbe sfidare direttamente la destra, lasciando indietro (dunque al terzo posto) il Pd di Enrico Letta.

Anche a Foggia Conte ha rovesciato l’appello al voto utile. Il voto utile, ha sottolineato l’ex premier, non è conveniente per i cittadini, ma solo per chi deve blindare un suo potere. “È un momento importante, cari amici di Foggia. Andiamo al voto che ci hanno prospettato che bisogna dare un voto utile. Una manfrina quella del voto utile: sarebbe da un lato le destre e dall’altro il Pd. Il voto utile, quindi, significa scegliere fra il bene e il male, il rosso e il nero. Ma voto utile per chi? È una vita che parlano di voto utile! Ma per chi? Per i cittadini o per i soliti noti? Per consolidare potentati economici oppure per la povera gente…?”.

I temi di Conte sono i punti forti del MoVimento 5 Stelle: giustizia sociale, reddito di cittadinanza, eliminazione dei privilegi, legalità e transizione ecologica. “In questi anni la politica ha introdotto un salario minimo legale? No, hanno introdotto a fine legislatura una norma per far saltare il tetto di duecentoquarantamila euro agli alti dirigenti dello Stato. È una cosa inverosimile che i nostri politici non abbiano trovato il tempo di appoggiare la nostra proposta di salario minimo, ma sono riusciti a fare questo regalo ai dirigenti. Tutto merito di Forza Italia, Italia Viva e Partito Democratico”, l’attacco.

Uno dei punti più importanti del comizio di Conte, introdotto dall’europarlamentare grillino Mario Furore, si è concentrato sulla protezione del reddito di cittadinanza, uno dei temi più cari all’elettorato grillino. “Il mondo è sottosopra. Ci sono dei politici che anziché preoccuparsi di rafforzare un sistema di protezione sociale, per garantire sostegno ai più deboli, si scagliano contro il reddito di cittadinanza. Loro che hanno 500 euro al giorno vogliono togliere chi ha 500 euro al mese. Vogliono solo riprendersi vitalizi, pensioni d’oro, privilegi”.

Poi l’attacco al terzo polo. “Grazie a Calenda ci troveremo Renzi. Bisogna riconoscere che ha un grande merito: grazie a lui avremo ancora Renzi in Parlamento. Con tutti i suoi fidati pronti per i prossimi agguati parlamentari. Renzi è uno dei principali artefici della lotta contro i poveri”.

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