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Concorso polizia penitenziaria 2026 per 3.350 posti: come candidarsi

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Per il 2026 è stato pubblicato un nuovo concorso pubblico per allievi agenti della Polizia Penitenziaria, una delle selezioni più importanti degli ultimi anni per entrare in uno dei corpi di polizia italiani. Il bando, emanato dal Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, mette a disposizione 3.350 posti complessivi per l’assunzione di Allievi Agenti. Questa opportunità riguarda sia volontari delle Forze Armate sia cittadini civili, con una scadenza per presentare la domanda fissata al 15 marzo 2026 tramite il portale di reclutamento della Pubblica Amministrazione inpa.gov.it.

L’obiettivo del concorso è rafforzare l’organico della Polizia Penitenziaria, affidando ai nuovi agenti compiti di vigilanza, gestione della sicurezza e aiuto alla rieducazione dei detenuti nelle strutture carcerarie italiane.

Posti disponibili e suddivisione del concorso

La selezione è articolata in due procedure concorsuali distinte. La prima è rivolta ai volontari in ferma prefissata iniziale (VFI) e in ferma prefissata di un anno (VFP1 e VFP4) in servizio da almeno 12 mesi o in congedo dopo aver completato almeno 12 mesi di servizio. Questa sezione del concorso, denominata Concorso A, mette a disposizione 2.010 posti per allievi agenti.

La seconda procedura, chiamata Concorso B, è invece aperta a tutti i cittadini italiani civili in possesso dei requisiti richiesti. Per questa sezione sono disponibili 1.340 posti, una novità significativa perché include persone in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado senza vincolo di servizio militare pregressa.

Requisiti generali per partecipare al concorso

Per poter presentare domanda di partecipazione al concorso Polizia Penitenziaria 2026 è necessario soddisfare una serie di requisiti di base. Innanzitutto, chi desidera concorrere deve essere cittadino italiano e godere dei diritti civili e politici. È essenziale inoltre non aver riportato condanne penali o essere stato destituito da pubblico impiego.

Un altro elemento fondamentale è il limite di età: per i civili la partecipazione è consentita fino al giorno in cui si compiono 28 anni, mentre per i volontari delle Forze Armate il limite è di 25 anni, con possibili aumenti fino a un massimo di tre anni in relazione al servizio militare effettivamente prestato.

Dal punto di vista del titolo di studio, chi partecipa come “civile” deve possedere almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado quinquennale. Per i volontari che rientrano nei canali riservati alla ferma prefissata iniziale o annuale, è sufficiente, in alcuni casi, il diploma di scuola secondaria di primo grado, qualora il servizio sia iniziato prima di determinate date stabilite nel bando.

Prove previste e modalità di selezione

Il concorso si svolge tramite una procedura selettiva articolata in più fasi. La prima parte consiste in una prova scritta a quiz a risposta multipla, che verte su argomenti di cultura generale e materie previste dal percorso scolastico obbligatorio. Successivamente ai candidati vengono richieste prove di efficienza fisica, volte a verificare la preparazione atletica di base, e accertamenti psico-fisici e attitudinali, necessari per valutare l’idoneità complessiva di ciascun aspirante agente.

È importante prepararsi adeguatamente a queste fasi, adottando materiali di studio specifici per quiz, normativa di pubblico impiego e allenamento fisico, perché la concorrenza è ampia e le prove sono selettive.

Come e dove presentare domanda

La presentazione della candidatura per il concorso deve avvenire esclusivamente in modalità telematica, accedendo al portale dedicato inpa.gov.it con credenziali SPID o altro sistema di identificazione digitale riconosciuto.

Una volta compilata e inviata la domanda, è prudente verificare il rispetto dei requisiti richiesti e conservare la ricevuta di presentazione come prova dell’avvenuta iscrizione. Le domande presentate oltre la scadenza del 15 marzo 2026 non saranno prese in considerazione, quindi è consigliabile completare la procedura con anticipo per evitare errori o ritardi dell’ultimo minuto.

Opportunità e prospettive dopo il concorso

Superare il concorso della Polizia Penitenziaria può aprire la strada a una carriera stabile nelle forze dell’ordine italiane, con possibilità di crescita professionale e di specializzazione in diversi ambiti operativi dell’amministrazione penitenziaria. L’inserimento come allievo agente permette di accedere a un percorso formativo interno e, successivamente, a incarichi con responsabilità crescenti all’interno del corpo.

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