Attualità Capitanata

Con la punta del naso sulla spugna

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Era tutta un’onda scuraporte aperte a forma di curva,

i gabbiani avevano una mente nutrita e fragorosa,

un tuffo di aprile dava gioia, a pochi passi dalla riva,

l’anima infreddolita, incredula nuotava in un’acqua ghiacciata, 

persa tra il silenzio e la quiete pomeridiana,

il vento suonava, il respiro dei rovesci di acqua crespa,

speranza e musica lontana.

Fogna, sbocchi al molo venti in tramontana,

il cane randagio, sporca carogna,coglieva la preda,

del gabbiano con l’ala spezzata.

Io e le mura del molo colorato di polvere rossa,

la bauxite della nave attraccata, puzzava di morte stagna.

Il mare era la mia vita, è la canzone della mia viscera,

l’interiore del polmone si accosta,

con la punta del naso sulla spugna.

DI CLAUDIO CASTRIOTTA 

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