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Il Comune risponde a CGIL e FLAI: “Non ci difetta l’accoglienza”

Appare piuttosto infelice la segnalazione di CGIL e FLAI provinciali sull’ipotetica impossibilità di registrarsi nell’anagrafe dei senza fissa dimora nel nostro Comune. Non ha tardato, infatti, a giungere la risposta dell’Amministrazione comunale sipontina, che spiega e sottolinea come la prassi adottata sia pienamente corrispondente a quanto previsto dalla legge.

Nei giorni scorsi era stato affermato dalle sigle sindacali di cui sopra che la Città di Manfredonia rifiuta l’applicazione della legge 1228 del 24 dicembre 1954. Cosa dice questa norma? Che nell’anagrafe della popolazione residente possono essere inseriti anche i cittadini senza fissa dimora che hanno stabilito nel Comune il proprio domicilio.

“L’individuazione del luogo in cui la persona senza fissa dimora ha stabilito il proprio domicilio potrebbe non essere del tutto semplice, ma è comunque rilevabile in più forme”, spiega il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi. Innanzitutto si può individuare il Comune nel quale si svolge la maggior parte dei rapporti sociali dell’individuo; “se risulta che ciò avviene stabilmente nello stesso Comune, sia pure in luoghi fisici diversi, si potrà e si dovrà ben dire che egli ha in quel Comune il proprio domicilio”, è spiegato nella missiva inviata dal sindaco Riccardi al prefetto di Foggia, Maria Tirone, alla quale si sono rivolti i ‘denuncianti’ CGIL e FLAI. Concorrono all’individuazione del domicilio due ulteriori fattori: l’individuazione di un recapito o un indirizzo della persona; le dichiarazioni di enti o soggetti che possano comprovare che la persona frequenta abitualmente luoghi di quel Comune, quali potrebbero essere, per esempio, mense, dormitori pubblici, centri di assistenza.

E’ per verificare gli elementi appena elencati che la persona senza fissa dimora “è tenuta a fornire all’ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio”, recita la circolare 19 del 2009 del Ministero dell’Interno. La Città di Manfredonia, sulla base di tale normativa, ha predisposto l’apposita modulistica, da compilare a cura dell’interessato, per fornire gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti da parte dell’ufficiale d’anagrafe. E, non dimentichiamolo, la Giunta comunale ha proceduto, nel novembre dell’anno scorso, all’individuazione di una via fittizia, denominata via dell’Accoglienza, dove è possibile registrare chi non possiede una dimora fissa.

Concludiamo, per buona pace di tutti, con un dato: al momento non risulta pervenuta alcuna richiesta d’iscrizione nei senza fissa dimora da parte di lavoratori/migranti. E’ il caso di aggiungere altro?

Matteo Fidanza
Ufficio Stampa – Città di Manfredonia

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