Scuola

Carta docenti ridotta: Renzi attacca il Governo sul bonus insegnanti

L’ex premier Matteo Renzi critica la riduzione della Carta del Docente da 500 a circa 383 euro. La replica del Governo.

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La Carta del Docente torna al centro del dibattito politico italiano. Il bonus destinato alla formazione degli insegnanti, introdotto nel 2015 durante il governo guidato da Matteo Renzi, è stato riattivato per l’anno scolastico 2025-2026 con un importo inferiore rispetto al passato. Dai tradizionali 500 euro annui si passa infatti a circa 383 euro per docente. Una riduzione che ha scatenato polemiche immediate, soprattutto da parte dello stesso Renzi, che ha accusato l’attuale esecutivo di aver tagliato un sostegno importante per la professione docente.

Botta e risposta tra Renzi e il Governo

Con un post su X Matteo Renzi ha espresso appieno il disappunto sulla novità spiegando che «grazie al governo Meloni la Carta del docente non vale più 500 euro ma 383 euro», criticando l’esecutivo per la riduzione dell’importo del bonus. Alle sue parole ha replicato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha rivendicato l’estensione della Carta del docente a «253 mila insegnanti precari finora esclusi» e l’ampliamento delle spese che è possibile coprire attraverso il bonus.

Come cambia la Carta del Docente nel 2026

La nuova configurazione della Carta del Docente introduce alcune novità significative. L’importo annuale non è più fisso a 500 euro ma viene determinato ogni anno in base al numero di beneficiari e alle risorse disponibili. Per l’anno scolastico 2025-2026 la cifra stabilita è appunto di circa 383 euro per docente.

Il credito resta utilizzabile attraverso la piattaforma online dedicata e può essere speso per diverse tipologie di acquisti legati alla formazione professionale. Tra questi rientrano libri e pubblicazioni, corsi di aggiornamento, software e dispositivi tecnologici utili alla didattica, ingressi a musei e attività culturali.

Una delle novità riguarda anche l’introduzione di nuove possibili voci di spesa, come alcuni servizi di trasporto collegati alla partecipazione a eventi formativi. Si tratta di un tentativo di trasformare la Carta non solo in uno strumento di aggiornamento professionale, ma anche in una forma di welfare per il personale scolastico.

Le critiche dell’opposizione e dei sindacati

La polemica politica non si limita alle parole di Matteo Renzi. Anche altre forze di opposizione e diversi rappresentanti del mondo sindacale hanno espresso preoccupazione per la riduzione dell’importo individuale.

Secondo i critici della misura, la scelta di estendere il bonus ai precari senza aumentare i fondi complessivi avrebbe di fatto scaricato il costo dell’operazione sugli stessi docenti. Il risultato sarebbe quindi un sostegno economico più basso proprio in un periodo segnato dall’inflazione e dall’aumento dei prezzi dei beni culturali e tecnologici.

Alcuni osservatori sottolineano inoltre che la Carta del Docente rappresenta una delle poche misure strutturali dedicate alla formazione degli insegnanti. Ridurne il valore economico potrebbe quindi limitare le opportunità di aggiornamento professionale, soprattutto per chi utilizza il bonus per acquistare strumenti digitali (possibile solo quest’anno scolastico, poi blocco per 4 anni) o partecipare a corsi specialistici.

La Vieste en Rose