Cantare, gridare, sentirsi manfredoniani

Manfredonia – ECCO cosa mostra la foto di un primo caldo di febbraio anomalo, nel’56, quando si guardava il presente per allontanare i ricordi passati. Certo che era tutta un’altra storia la loro, lontana dalla nostra, che crolla ogni anno tra l’abisso dell’incertezza.

Eccoli qua i ragazzi di ieri ,sugli scogli dell’Acqua di Cristo di un lunedì speciale. Cantavano, suonavano e si sentivano tutti veri manfredoniani, la loro fisarmonica echeggiava, nell’aria marina un’atmosfera viva, il clima un sapore più profumato dell’aria estiva. Il sipario di quegli anni sembra essere calato.

Non è giusto ricordare il passato direbbe qualcuno, e invece no! Loro hanno costruito e dato dignità alla nostra città, che non ritornerà più indietro anche, se nel cielo esplodesse un tocco di magia o un mondo di parole. Se Manfredonia, oggi fosse aria, io la respirerei eternamente, fino all’ultimo margine di questa scogliera, che oramai ascolta il declino dell’attuale musica stonata. Guardo in quest’ombra della sera tra le righe di una nuvola, la scogliera e il mare, che con le sue onde, mi ispirano una nuova canzone da scrivere.

Di Claudio Castriotta




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