Attualità

Berardinetti, l’infermiera fascista – 1976

Manfredonia – ERA vestita tutta di nero con i capelli corti, magra e ossuta portava un paio di occhiali,neri anche quelli,compreso una cera che faceva intravedere la sua serietà severa quasi aggressiva,era indolente con la faccia rivolta sulle case ,puntava un’occhiata. Anche le sue calze erano nere con una molla per coscia che le sorreggevano !Una borsetta di colore si sa! Di tipo grande che si usava per portare dentro una siringa, in scatola da sterilizzare al momento del bisogno prima dell’uso! Infatti lei era un’infermiera in pensione, però di tanto in tanto completava qualche cura a chi ne avesse bisogno e anche per stare un po’ in piazza, tra la gente e per racimolare un guadagno extra ; visto che le servivano per le tante sigarette che fumava e i tanti bicchierini consumati nei bar del centro e in periferia.

Lei era stata in gioventù una vera fascista ,una pedina fondamentale delle squadriglie! Si diceva che avesse fatto la marcia su Roma quella che fa riferimento al 28 ottobre del 1922! Ora era anziana e smagriva ogni giorno che passava,tanto che, per un periodo. Chissà che fine ha fatto. Mi chiedevo ! La sua evidenza ,la sua passeggiata si conosceva! Dopo un  po’ di tempo seppi che una malattia l’aveva costretta e inchiodata su una carrozzella! Addirittura pare che le avessero tagliate le gambe . E così ogni tanto si vedeva, ma sempre più stanca.

L’inverno era arrivato e il freddo era intenso nell’aria piovigginosa e nevosa,la sera il calore di caffè e grappa il fumo dalla bocca e le mani congelate e la pipì che scappava, per il clima rigido,era fumante quando la facevo su una ruota di automobile o sulla carrozzeria o addirittura per terra o magari se si arrivava in tempo al bagno pubblico.

La piazzetta alle spalle di San Domenico aveva una veduta panoramica, di mare e di barche, e di luci in concomitanza! Oggi mi hanno detto che è morta l’infermiera fascista,e io le mando il mio bacio da qua giù,per i bei ricordi che ho di quel trascorso della mia fanciullezza di vita sanguigna e pura.

Di Claudio Castriotta 

Redazione

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