Attualità Capitanata

Avere dolore e non sentirlo? Da oggi a Manfredonia si può, anche gratuitamente

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Cefalea cronica, mal di schiena per ernia del disco, artrosi cervicale? E ancora, accessi vascolari ed emogasanalisi? A Manfredonia è attivo da pochissime settimane, presso l’ospedale San Camillo de Lellis, un centro per la terapia del dolore e che offre, anche gratuitamente, importanti servizi nel nuovo ambulatorio diretto dalla dottoressa Sandra Troiano.

In Italia esiste dal 2010 una legge anti-dolore che tutela chi soffre in maniera cronica e dal 2017 i trattamenti per la terapia del dolore sono stati inseriti tra le prestazioni che il servizio Sanitario nazionale garantisce a tutti gratuitamente o dietro pagamento del ticket. Ma pochi sanno che queste norme ci sono e a Manfredonia, fino a meno di un mese fa, non esisteva neanche una struttura idonea per attuarle. Poi, a maggio è arrivato un nuovo e giovane medico, Davide D’Antini, che ha portato una ventata di rinnovamento nel presidio sipontino e, coadiuvato dalla dottoressa Troiano, si è adoperato per far partire un nuovo servizio importantissimo per una larga fascia della popolazione.

Quali sono i dolori più diffusi che possono essere alleviati? “Le patologie più frequenti associate al dolore cronico sono quelle legate all’artrosi, alle lombo-sciatalgie e alle cefalee” – spiega Davide D’Antini – Ma non solo. Vi sono anche il dolore neoplastico, quello neuropatico ed il dolore ischemico. Spesso la terapia è necessaria per attenuare le sofferenze di chi è arrivato ad uno stadio terminale di una malattia”.

In ambulatorio vengono eseguite prestazioni specifiche con pompa elastomerica, infiltrazioni loco-regionali, peridurali e interarticolari ecoguidate. L’ambulatorio, inoltre, si occupa di ‘accessi vascolari’ ovvero della presa in carico del paziente che necessita di un posizionamento di un catetere vascolare per infusioni che richiedono un accesso venoso centrale o periferico. Il servizio di emogasanalisi, infine, serve a misurare la quantità di ossigeno e di anidride carbonica presenti nel sangue e viene richiesto per valutare ad esempio l’efficacia di una terapia, in particolare la somministrazione di ossigeno.

D’Antini, medico anestesista originario di Lucera, ed il primario Sandra Troiano lavorano in team con l’infermiere coordinatore Francesco Farfalletta. Una squadra giovane e preparata che sembra allontanare il grigiore di un futuro ancora incerto pronosticato per il nosocomio sipontino.

A chi rivolgersi per usufruire dei servizi dell’ambulatorio? “Il primo passo è andare dal proprio medico curante che potrà indirizzare il paziente presso il nostro ambulatorio”, evidenzia la dottoressa Troiano, con l’auspicio che i medici cosiddetti di ‘famiglia’ possano cogliere al volo questa nuova opportunità disponibile sul territorio per evitare ‘viaggi della speranza’ a chi è sofferente.

Maria Teresa Valente

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