Assegno maternità comunale 2026: sostegno economico per le famiglie con neonati

Nel 2026 molte famiglie italiane con figli piccoli possono accedere all’assegno maternità comunale, un contributo economico erogato dai comuni per sostenere le spese legate alla nascita o all’adozione di un bambino. Questo aiuto si inserisce nel più ampio insieme di misure di welfare locale dedicate alle famiglie con figli, con l’obiettivo di alleggerire i costi iniziali che spesso accompagnano l’arrivo di un neonato. A differenza degli strumenti nazionali, come l’assegno unico universale che riguarda tutte le famiglie, l’assegno maternità comunale è gestito direttamente dagli enti locali e può variare da comune a comune, sia nei requisiti sia negli importi messi a disposizione.
Si tratta di un aiuto che può essere utile per coprire spese di prima necessità, come acquisto di beni per l’infanzia, visite mediche non coperte o servizi dedicati ai primi mesi di vita del bambino.
Assegno maternità comunale 2026: i requisiti
Per poter richiedere l’assegno maternità comunale, il nucleo familiare deve soddisfare alcuni requisiti generali stabiliti dal comune di residenza. Innanzitutto, è necessario che almeno uno dei genitori sia residente e domiciliato nel comune al momento della presentazione della domanda. La misura riguarda in particolare le famiglie con figli nati, adottati o in affidamento nel corso dell’anno di riferimento, e può richiedere che la madre abbia un’età inferiore a un limite fissato dal regolamento comunale o che il nucleo rientri in specifiche condizioni economiche.
Tra i criteri economici solitamente considerati figura l’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), che misura il reddito e la situazione patrimoniale del nucleo familiare. In molti comuni, un ISEE più basso aumenta la probabilità di ottenere l’assegno o di accedere a un importo più elevato. Alcuni regolamenti prevedono anche limiti legati alla cittadinanza o alla regolarità del soggiorno per i cittadini stranieri, oltre alla necessaria presentazione della documentazione richiesta per attestare la nascita o l’ingresso del bambino nella famiglia.
In alcune realtà locali l’assegno maternità comunale è collegato a specifici progetti di sostegno alla genitorialità, con l’obbligo di partecipare a iniziative informative o programmi di accompagnamento alla maternità. In altri casi, invece, il contributo può essere erogato semplicemente sulla base della presentazione della domanda e del rispetto dei requisiti economici.
Importo dell’assegno di maternità comunale
Per poter beneficiare dell’assegno di maternità comunale nel 2026, è necessario che il valore dell’ISEE del nucleo familiare non superi la soglia di 20.668,26 euro. Ai fini della domanda va presentato l’ISEE specifico per prestazioni agevolate destinate ai minorenni.
Per il 2026 l’assegno di maternità dei Comuni è stato aggiornato negli importi. Il tetto massimo riconoscibile per ciascun figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nell’anno solare è pari a 2.065,50 euro, come chiarito dalla circolare INPS n. 16 dell’11 febbraio 2026.
L’erogazione non avviene in un’unica tranche complessiva, ma viene determinata su base mensile per un periodo massimo di cinque mesi. In pratica, l’importo spettante è di 413,10 euro al mese, riconosciuti fino a un massimo di cinque mensilità, per raggiungere il totale previsto di 2.065,50 euro.
Si tratta quindi di un sostegno economico temporaneo, parametrato a cinque mensilità, che accompagna le famiglie nei primi mesi successivi alla nascita o all’ingresso del minore nel nucleo familiare.
Assegno maternità comunale 2026: domanda e modalità di presentazione
La procedura per richiedere l’assegno maternità comunale è stabilita dal comune e può essere completamente digitale o richiedere la presentazione di moduli cartacei presso gli uffici competenti. In molte amministrazioni oggi è possibile compilare la domanda online attraverso il portale istituzionale del comune o tramite SPID, semplificando così l’accesso alla misura.
Nella domanda è necessario indicare i dati anagrafici dei genitori e del bambino, allegare il certificato di nascita o il provvedimento di adozione o affidamento, e fornire l’attestazione ISEE aggiornata. Alcuni Comuni richiedono anche una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per attestare la veridicità delle informazioni fornite e la permanenza dei requisiti di residenza o cittadinanza.
Una volta presentata la domanda, l’ufficio competente del comune verifica la documentazione e i requisiti per determinare l’ammissibilità dell’istanza. Se la richiesta viene accolta, l’assegno viene erogato secondo le tempistiche e le modalità stabilite dal regolamento locale; in caso di diniego, l’ente deve motivare il rigetto e indicare i termini per eventuali richieste di riesame o ricorso amministrativo.