Addio libretto di circolazione, dal 2020 un documento unico di circolazione

Dopo due anni di attesa dal 1° gennaio 2020 arriva il Documento unico di circolazione (foglio unico di circolazione o Duc). Verrà rilasciato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit), sostituirà il certificato di proprietà dell’auto e comprenderà anche la carta di circolazione. Con il Duc si pagheranno due bolli (32 euro invece di 62 euro) al posto dei quattro previsti oggi. La trascrizione all’Aci passerà da 27 a 20 euro. Il dlgs 98/2017 aveva introdotto il documento unico di circolazione al fine di razionalizzazione i processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà dei veicoli. Sarebbe dovuto entrare in vigore già nel gennaio 2018, poi prorogato al 1° gennaio 2019. Ma in entrambi i casi aveva ricevuto un arresto. L’iter si è definitivamente sbloccato lo scorso 13 marzo, con il decreto direttoriale 72/2019 del Mit, che ha approvato il modello di istanza unificata per richiedere il rilascio del documento unico di circolazione e proprietà appunto dall’1 gennaio 2020. Il documento unico conterrà, quindi, i dati di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi rientranti nel regime dei beni mobili registrati (libro VI, titolo I, capo III, sezione I, del codice civile). Nello specifico, nel documento verranno annotati i dati tecnici del veicolo nonché quelli relativi a:

  • l’intestatario del veicolo, di cui agli artt. 91, 93 e 94 del dlgs n. 285/1992;
  • la situazione giuridico-patrimoniale del veicolo;
  • la cessazione del veicolo dalla circolazione a causa di demolizione o definitiva esportazione all’estero;
  • la sussistenza di privilegi e ipoteche, di provvedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sulla proprietà e sulla disponibilità del veicolo, annotati presso il Pra, nonché di provvedimenti di fermo amministrativo.
  • Il Duc si potrà richiedere inoltrando la domanda presso un qualunque sportello telematico dell’automobilista (Sta), comprese le sedi Aci, oppure presso la locale Motorizzazione civile. L’istanza sarà poi trasmessa al centro d’elaborazione dati del Mit che inoltrerà al Pra i dati relativi alla proprietà e allo stato giuridico del veicolo. La fusione del certificato di proprietà e del libretto di circolazione in un unico documento porterà diversi vantaggi, tra cui meno costi di produzione per l’amministrazione pubblica, procedure burocratiche più snelle. 

articolo completo su https://www.italiaoggi.it/news/auto-dal-2020-un-documento-unico-di-circolazione-2404132




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