Concorsi docenti: le assunzioni degli idonei sono una sanatoria?
Assumere gli idonei dei concorsi docenti è davvero una sanatoria? Norme e giusrisprudenza fanno chiarezza sull'argomento.

Definire una “sanatoria” l’assunzione degli idonei dei concorsi docenti è corretto sul piano giuridico? La questione torna ciclicamente nel dibattito sul reclutamento scolastico, soprattutto quando si propone di ampliare o scorrere le graduatorie. Eppure un idoneo non è un candidato che pretende di entrare nella scuola senza avere affrontato una selezione pubblica. È un aspirante docente che ha partecipato a un concorso e ha raggiunto almeno il punteggio previsto per superarne le prove. La differenza con il vincitore consiste principalmente nel fatto che quest’ultimo rientra nel numero dei posti messi a bando.
L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi previsti dalla legge. Nel caso degli idonei, dunque, la procedura concorsuale non viene aggirata: è stata già affrontata e superata. La Corte costituzionale ha inoltre chiarito che lo scorrimento delle graduatorie presuppone lo svolgimento delle ordinarie procedure selettive. Proprio per questo, secondo la Consulta, non costituisce di per sé una deroga al principio del pubblico concorso. La vera domanda è allora un’altra: utilizzare candidati già selezionati può essere davvero equiparato a una sanatoria?
Cosa dice la giurisprudenza
La risposta che emerge dalla normativa e dalla giurisprudenza costituzionale è sostanzialmente negativa.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 126 del 2020, ha riconosciuto nello scorrimento uno strumento compatibile con imparzialità e buon andamento della Pubblica amministrazione. L’amministrazione può infatti attingere agli idonei per rispondere in maniera tempestiva a esigenze di personale sopravvenute. Lo scorrimento deve naturalmente rispettare l’ordine di merito e riguardare profili professionali corrispondenti a quelli del concorso originario. Questo non significa, tuttavia, che essere idonei equivalga automaticamente a essere vincitori. Il vincitore rientra nei posti originariamente messi a concorso, mentre l’idoneo ha superato la selezione senza collocarsi inizialmente in posizione utile per l’assunzione.
L’idoneità, quindi, non determina da sola un diritto incondizionato al ruolo. È il legislatore a stabilire se, per quanto tempo e secondo quali modalità una graduatoria possa essere utilizzata. Nel settore scolastico questa possibilità è stata espressamente ampliata negli ultimi anni. Il decreto-legge n. 45 del 7 aprile 2025, convertito nella legge n. 79 del 5 giugno 2025, ha previsto per i concorsi banditi dal 2023 l’integrazione delle graduatorie con candidati idonei. La misura può arrivare fino al 30 per cento dei posti messi a concorso ed opera per un triennio dalla pubblicazione della relativa graduatoria. La stessa normativa ha previsto, inoltre, appositi elenchi regionali per candidati che abbiano raggiunto il punteggio minimo nella prova orale di concorsi banditi dal 2020. Da tali elenchi si può attingere, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, dopo l’esaurimento delle graduatorie indicate dalla legge.
Concorsi docenti: gli idonei hanno superato tutte le prove!
Tutti quelli che abbiamo menzionato finora sono strumenti costruiti dal legislatore all’interno del sistema di reclutamento pubblico e non al di fuori delle procedure concorsuali. Lo scorrimento, peraltro, dovrebbe essere utilizzato ogni qual volta ce ne fosse il bisogno. Gli idonei, lo ripetiamo, hanno superato tutte le prove previste dal bando concorsuale; sono meritevoli in teoria e il merito non dovrebbe avere una scadenza. Non a caso, ora sono stati creati opportuni elenchi regionali per gli idonei a cui il MIM attinge in caso di necessità.
Definire “sanatoria” l’utilizzo di persone che hanno già superato una procedura pubblica e selettiva è invece molto discutibile. Non a caso, fino a pochi anni fa, certe testate si riferivano agli “idonei” del concorso ordinario 2020 con tanto di virgolette, come se il loro merito venisse in qualche modo messo in dubbio. Lasciamo stare questi stratagemmi giornalistici tossici e poco costruttivi e mettiamo i puntini sulle i: una sanatoria tende a regolarizzare una posizione prescindendo, in tutto o in parte, dal percorso ordinario previsto. Nel caso degli idonei dei concorsi docenti quel percorso selettivo è stato seguito. La questione, quindi, non è sanare chi non ha superato una procedura concorsuale, ma decidere fino a che punto sia ragionevole bandirne continuamente di nuove mentre esistono candidati già selezionati e giudicati idonei.

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