Scuola

Docenti precari, sempre meno cattedre in futuro?

Concorsi, elenchi regionali, GAE e calo demografico restringono gli spazi nelle GPS 2026/27: i docenti precari continueranno a lavorare?

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I bollettini GPS continuano a uscire, ma a metà ottobre i turni di nomina sono ormai sempre meno numerosi.
In diverse province molti precari, soprattutto su alcune classi di concorso, sono ancora in attesa di una cattedra.
Non significa che le supplenze siano finite, ma il quadro del 2026/2027 appare molto diverso da quello di pochi anni fa.
Dal 2020 la scuola italiana è stata infatti attraversata da una successione quasi continua di concorsi. Migliaia di vincitori hanno varcato la porta del ruolo, riducendo inevitabilmente una parte dei posti destinati in passato alle supplenze.


Da quest’anno bisgona tener conto, inoltre, degli elenchi regionali degli idonei, un ulteriore canale per le assunzioni.
E in alcune province e classi di concorso continuano a esistere anche le vecchie GAE, talvolta ancora consistenti soprattutto per infanzia e primaria. A tutto questo si aggiunge l’inverno demografico, che nei prossimi anni potrebbe incidere sul numero delle classi e quindi delle cattedre. La domanda, allora, è inevitabile: quanto spazio resterà ai docenti che lavorano attraverso le GPS?

Concorsi, graduatorie e inverno demografico: cosa cambia per i docenti precari

Se escludiamo le procedure del 2016 e del 2018, la vera lunga stagione concorsuale recente parte nel 2020 con il ministro Lucia Azzolina: quasi 62 mila posti, tra ordinario per infanzia e primaria, ordinario della secondaria e straordinario.
Nel 2021 arriva il primo concorso STEM, con 6.129 posti nelle discipline scientifiche.
Nel 2022 seguono lo STEM 2, con 1.685 posti, e lo straordinario bis, destinato a 14.420 posti della secondaria.
Nel 2023 il Ministero bandisce il primo concorso per educazione motoria alla primaria, con 1.740 posti.
Alla fine dello stesso anno parte il PNRR1, il cui contingente viene portato complessivamente a 44.654 posti.
Nel dicembre 2024 arriva il PNRR2, con altri 19.032 posti, di cui 13.247 comuni e 5.785 di sostegno.
Sempre nel 2024 vengono bandite le procedure ordinarie e straordinarie per 6.428 insegnanti di religione cattolica.


Nel 2025 è infine la volta del PNRR3: 58.135 posti autorizzati nel triennio 2025/2028, e non quindi tutti immediatamente disponibili in un singolo anno. Una mole enorme di procedure che ha progressivamente ampliato il numero dei docenti destinati alla stabilizzazione. Dal 2026/2027 sono entrati in gioco anche gli elenchi regionali degli idonei, che consentono ulteriori assunzioni una volta utilizzate le graduatorie previste dalla normativa. A questi canali bisogna aggiungere le GAE, ormai esaurite in molte realtà ma ancora presenti in altre, soprattutto nell’infanzia e nella primaria.

Una coperta sempre più corta


Per chi è inserito nelle GPS, dunque, i posti disponibili arrivano dopo una serie sempre più articolata di operazioni di reclutamento. Gli ultimi aggiornamenti del 16 ottobre scorso confermano che i bollettini proseguono, ma con turni ormai meno numerosi rispetto all’inizio dell’anno scolastico. Ciò non esclude nuove disponibilità dovute a rinunce, rettifiche, assenze, spezzoni o posti che emergono successivamente. La situazione, inoltre, cambia radicalmente da provincia a provincia e soprattutto da una classe di concorso all’altra.

Niente più supplenze nei prossimi anni? Urge un chiarimento


Non esiste, in realtà, una “crisi generale” delle supplenze, ma territori e insegnamenti nei quali la pressione sulle graduatorie è molto maggiore che altrove. Sul futuro pesa poi la demografia: nel 2025 in Italia sono nati appena 355 mila bambini, il 3,9% in meno del 2024, con una fecondità scesa a 1,14 figli per donna. Meno bambini significa progressivamente meno alunni, meno classi e, soprattutto nei territori maggiormente colpiti dallo spopolamento, un minore fabbisogno di docenti.


I precari, quindi, continueranno certamente a lavorare, perché assenze, sostegno e posti non coperti continueranno a produrre supplenze, ma ottenere un incarico potrebbe diventare più difficile. La vera partita dei prossimi anni si giocherà soprattutto su classe di concorso, provincia scelta e disponibilità alla mobilità: essere inseriti nelle GPS, da solo, potrebbe non garantire più la continuità lavorativa conosciuta in passato.

FONTI:

Orizzonte Scuola

BCC San Giovanni Rotondo