
QUESTIONE GALLUCCIO: LA FERITA APERTA DELLA NOSTRA CITTÀ
Ingiunzioni di pagamento da oltre 20.000 euro ai cittadini: il silenzio assordante dell’Amministrazione e la crisi di fiducia nelle istituzioni locali.
Concittadini,
l’ingiunzione di pagamento agli abitanti della zona “Galluccio” non è uno scherzo di un’Amministrazione burlona, ma la ferita aperta della Città. Dopo questo fattaccio, le istituzioni escono graffiate, screditate e silenziose.
Concittadini,
la mia non è ironia, ma una voce libera che parla delle ingiurie rivolte a voi concittadini di Monte Sant’Angelo.
Della “Questione Galluccio” ne parla la Città, ma non l’Amministrazione comunale.
Come è potuto accadere che una “storia edilizia” si trasformasse in un dilemma esistenziale per la gran parte della mia gente?
Chi ha taciuto per tanti anni?
Mi chiedo quale fiducia possa mai avere un normale cittadino nell’Istituzione municipale o in questa Amministrazione comunale dopo l’invio di un’ingiunzione di pagamento di oltre 20.000 euro?
È mai possibile votare o riporre fiducia in chi, per anni, approfitta di “poveri cristi” che nella loro ingenuità hanno sottoscritto un atto notarile per l’acquisto di una semplice casa in cui vivere?
Quale serietà mostra un’Amministrazione Comunale se è a conoscenza di gravosi vizi edilizi e tace?
Come può un cittadino fidarsi di amministratori che ancora oggi non si esprimono sui contorti meccanismi del diritto amministrativo edilizio e aggrediscono la proprietà di persone che hanno già un mutuo da pagare e una famiglia da sostenere?
Come si può giustificare una Pubblica Amministrazione dotata di così tanti dipendenti profumatamente pagati che “sbaglia” la stima del valore dei terreni da espropriare per l’edilizia economica e popolare?
Com’è credibile chi avvia un giudizio, soccombe in tutti i gradi di giudizio e non avverte gli inconsapevoli proprietari degli immobili interessati?
È possibile fidarsi di chi, pur conoscendo il grave danno economico in arrivo, permette l’evaporazione di tutti i soggetti giuridici coinvolti per poi dissanguare il cittadino ignaro?
È credibile chi poteva sapere che il soggetto giuridico venditore si sarebbe avvalso di un articolo della convenzione stipulata con il Comune di Monte Sant’Angelo per scaricare l’intero peso economico sui semplici cittadini?
Dieci anni di silenzio
In dieci anni di governo della città, perché gli amministratori non hanno provveduto
a informare i cittadini oggi vittime di questo perverso dramma edilizio?
Eppure, in diversi Consigli Comunali ho sollevato la questione, sempre in difesa dei cittadini vittime di queste opache decisioni.
In quelle sedi ponevo domande sui tanti milioni di euro stanziati in bilancio e spesi in liti giudiziarie, senza mai ricevere risposta.
Oggi è tutto chiaro: quei milioni di euro, forse, venivano utilizzati proprio per resistere in giudizio trascurando la legittima difesa del cittadino, sacrificato al dio profitto.
Ripeto, è tutto fin troppo chiaro?
Questo non è un racconto fantastico, ma la dura realtà di chi si trova a sostenere spese determinate da chi osserva, ride, vota e fa votare i lor signori dalle stesse vittime.
Monte Sant’Angelo ha bisogno di trasparenza e responsabilità nelle scelte dell’amministrazione, ma anche di cittadini che abbiano il coraggio di rompere il silenzio
Se ieri in consiglio comunale ponevo domande sui milioni di euro stanziati in bilancio e destinati alle controversie giudiziarie, oggi ritengo doveroso tornare su quelle domande.
È necessario comprendere con chiarezza quali siano le ragioni, i criteri e gli obiettivi alla base delle somme impegnate e delle scelte compiute dall’Amministrazione, soprattutto quando queste possono avere ricadute economiche sui cittadini.
UNA DOMANDA CHE MERITA UNA RISPOSTA
Dopo quanto consumato, chiedo ultimi, fondamentali chiarimenti:
come sono state determinate le somme richieste al cittadino coinvolto nella vicenda?
Quali criteri sono stati utilizzati?
Quali valutazioni hanno portato alla determinazione degli importi?
Certo, non si tratta di alimentare polemiche, ma di chiedere trasparenza, motivazioni e responsabilità nelle decisioni pubbliche.
Dietro ogni cifra, infatti, c’è un cittadino che può trovarsi a sostenere conseguenze economiche che meritano di essere comprese e spiegate.
Il confronto pubblico non può limitarsi al voto delle deliberazioni: deve consentire ai cittadini, anche se timorosi e silenziosi, di conoscere le ragioni delle scelte e di poterle valutare consapevolmente.
UNA RIFLESSIONE SULLA CREDIBILITÀ DEL CONSIGLIO COMUNALE
Se non vengono fornite risposte chiare alle legittime domande poste dai cittadini e dai loro rappresentanti, è inevitabile interrogarsi sulla credibilità e sulla capacità del Consiglio comunale di mantenere vivo un autentico spirito civico.
Per questa ragione, ritengo doveroso affermare:
«Concittadini, qualora questo Consiglio comunale non riuscisse più a garantire quel livello di trasparenza e di confronto che i cittadini meritano, sono disponibile a valutare anche le mie dimissioni, al fine di non contribuire ulteriormente a indebolire lo spirito civico della città.»


