Scuola

Docenti, la mobilità intercompartimentale torna in Parlamento

Mobilità intercompartimentale dei docenti, il Gruppo MID rilancia la richiesta di approvare gli emendamenti al DL PA 144/2026.

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La mobilità intercompartimentale del personale scolastico torna al centro del dibattito parlamentare. Il Gruppo Mobilità Intercompartimentale Docenti, che conta oltre 12.200 insegnanti, segue con attenzione l’iter del DL PA 144/2026.
Il provvedimento presenta gli emendamenti 5.5, 5.6 e 5.7, che Anief ha avuto la cura di proporre e che gli onorevoli Miele, Cangiano e Tassinari hanno sottoscritto.
L’obiettivo è consentire anche al personale della scuola di partecipare alle procedure di mobilità verso altre amministrazioni pubbliche.
Una possibilità che oggi, secondo il quadro normativo richiamato dal gruppo, resta fortemente limitata per il comparto scolastico.
Il tema assume particolare rilievo dopo alcuni casi di docenti risultati vincitori di concorsi presso altre amministrazioni. Questi, ttutavia, sono stati impossibilitati a perfezionare il passaggio.

Il Gruppo MID: “È il momento di approvare gli emendamenti”

Il Gruppo Mobilità Intercompartimentale Docenti rilancia dunque la propria richiesta e invita le forze parlamentari a sostenere gli emendamenti 5.5, 5.6 e 5.7 al decreto-legge 144/2026.

La richiesta nasce da una questione che il movimento considera aperta da anni: permettere al personale scolastico di poter mettere le proprie competenze a disposizione di altre amministrazioni dello Stato, attraverso procedure di mobilità intercompartimentale.

Il tema non è nuovo. Già nei mesi scorsi Anief aveva presentato proposte per superare le limitazioni alla mobilità dei docenti e del personale ATA verso altri comparti della Pubblica amministrazione.

Secondo il MID, l’attuale situazione rischia inoltre di produrre un paradosso: un dipendente della scuola può risultare vincitore di una selezione pubblica presso un’altra amministrazione, ma incontrare successivamente ostacoli legati al rilascio del nulla osta necessario per lasciare il comparto scolastico.

Il caso del concorso al Ministero della Cultura

Nel comunicato viene citato anche il caso di un docente risultato tra i dieci vincitori di un recente concorso di mobilità intercompartimentale per il profilo di funzionario amministrativo del Ministero della Cultura.

Il Gruppo MID sottolinea come il candidato sia emerso da una selezione alla quale avrebbero partecipato oltre 600 persone provenienti da diversi comparti della Pubblica amministrazione.

La questione, secondo il movimento, diventa quindi quella di conciliare il risultato ottenuto nella selezione con la possibilità concreta di assumere il nuovo incarico. L’amministrazione scolastica di appartenenza ha tuttavia negato il nulla osta. Un elemento questo, che rende particolarmente delicata la vicenda.

Il tema della mobilità intercompartimentale è stato già portato all’attenzione del Parlamento e del Governo in diverse occasioni. Nel 2026 Anief ha ribadito che il personale scolastico dovrebbe poter concorrere per posizioni disponibili presso altre amministrazioni pubbliche. Ha inoltre evidenziato la particolare situazione del comparto Istruzione.

La richiesta al Parlamento

Alla luce dell’attuale iter del decreto PA, il Gruppo Mobilità Intercompartimentale Docenti chiede quindi che gli emendamenti vengano mantenuti nel percorso di conversione e arrivino all’esame dell’Aula.

Il DL 144/2026, presentato alla Camera come C. 3083, è attualmente in corso di esame in Commissione.

Per il MID, l’approvazione delle modifiche rappresenterebbe l’apertura di una nuova possibilità professionale per docenti e personale scolastico che intendano mettere le proprie competenze al servizio di altri settori della PA.

La partita, dunque, è ancora aperta. Gli emendamenti sono sul tavolo parlamentare. Nelle prossime settimane sapremo se la richiesta di mobilità intercompartimentale per il personale scolastico riuscirà a trasformarsi in una modifica normativa concreta.

FONTI:

Orizzonte Scuola

Senato della Repubblica

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