Non solo campagne: il caldo record mette in difficoltà la maricoltura del Gargano

Non solo campagne: il caldo record mette in difficoltà la maricoltura del Gargano.
Schiavone: La sicurezza alimentare sempre più rilevante e la Capitanata può essere strategica nella produzione di cibo
I cambiamenti climatici non si fanno sentire solo nelle campagne. Le eccezionali ondate di calore estive registrate ultimamente comportano grandi problemi anche alla maricoltura del territorio. Le temperature eccezionalmente elevate del Mediterraneo stanno rendendo più complessa la gestione degli allevamenti a mare, in particolare di spigole e orate, le principali specie dell’acquacoltura marina nazionale. Luglio è stato il mese più caldo dal 1993 nel Mediterraneo, con una temperatura superficiale media attorno ai 27°C. In Adriatico persistono tuttora nuclei di calore. Un fenomeno che, per il comparto produttivo, non può più essere considerato episodico.
La Capitanata rappresenta un pilastro fondamentale per l’economia blu della Puglia. Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di Commercio, in provincia di Foggia operano oltre 200 imprese nel comparto ittico in senso lato. Il territorio rappresenta storicamente il secondo polo della pesca e dell’acquacoltura in Puglia (subito dopo l’area del Tarantino), concentrando una quota rilevante delle licenze e delle strutture produttive regionali.
È stata in questi giorni l’Associazione Piscicoltori Italiani (API) a sollevare la questione a livello nazionale.
«Con il cambiamento climatico aumentano le criticità sanitarie, cresce la complessità della gestione degli impianti e diventa necessario intervenire sull’alimentazione e sulla densità dei pesci per proteggerne salute e benessere. Le aziende stanno già investendo in soluzioni per ridurre l’esposizione ai picchi termici, spingendo il settore verso modelli di maricoltura sempre più resilienti e diversificati».
La nuova fase che si apre — evidenzia l’API — non può pertanto essere affrontata esclusivamente con la capacità di adattamento delle singole aziende: «Gli allevatori stanno lavorando in un contesto ambientale radicalmente cambiato e con difficoltà che fino a pochi anni fa non erano immaginabili e che richiedono un sostegno in questa fase di transizione».
Per il presidente di Confagricoltura Foggia e componente della Giunta nazionale dell’organizzazione, Filippo Schiavone:
«Bene ha fatto la nostra associazione di categoria a sollevare la questione. Per il nostro territorio, che fa della produzione di cibo un asset strategico, c’è bisogno di un’attenzione particolare che non può prescindere dalla qualità di ciò che mettiamo in tavola. Un concetto che vale per i prodotti della terra così come per la maricoltura. Prende sempre più piede a livello internazionale l’idea della sicurezza alimentare come un pilastro fondamentale del concetto più ampio di sicurezza nazionale, geopolitica ed economica, da affiancare all’energia. La Capitanata su questo — conclude Schiavone — ha potenzialità ancora inespresse da valorizzare».
Foggia 9 settembre 2026


