Procedimenti disciplinari sui docenti: sanzioni troppo facili
Un approfondimento giuridico sulle sfide dei docenti: dalle nuove tutele contro le aggressioni al ruolo del dirigente come datore di lavoro.

Francesco Bunetto di Orizzonte Scuola ha intervistato l’avvocato Alessandro De Martino per tracciare un bilancio della rubrica “Diritto in Cattedra”. Nel corso della puntata sono stati analizzati i nodi giuridici che interessano quotidianamente il personale scolastico. Durante il colloquio sono emersi i dubbi che più frequentemente colpiscono i docenti nel corso dell’anno. De Martino ha toccato vari argomenti: dalla gestione dei periodi di malattia alla complessa normativa sulle aggressioni e la vigilanza degli studenti. L’avvocato ha fornito indicazioni pratiche per orientarsi tra i doveri di ufficio e le prerogative contrattuali, sottolineando l’importanza di una condotta etica anche nell’utilizzo dei social network.
Un focus particolare è stato dedicato ai rapporti gerarchici con la dirigenza scolastica e alle recenti evoluzioni riguardanti i collegi docenti online. L’intervista ha evidenziato come la consapevolezza dei propri diritti sia il primo scudo contro le criticità burocratiche e disciplinari. Attraverso casi concreti e richiami normativi, De Martino ha tracciato un quadro esaustivo delle responsabilità civili e penali del personale. Infine, l’incontro si è configurato come una guida essenziale per comprendere il ruolo del docente quale pubblico ufficiale all’interno della comunità educante. L’analisi si è chiusa con un monito sulla necessità di riforme che tutelino maggiormente la dignità umana dei lavoratori della scuola.
Sanzioni disciplinari docenti: un problema molesto
L’avvocato De Martino ha espresso forti critiche verso l’attuale gestione dei procedimenti disciplinari, denunciando un automatismo sanzionatorio che spesso prescinde da un’istruttoria rigorosa e precisa. Troppo frequentemente, una semplice segnalazione dei genitori può innescare un iter lesivo della dignità professionale, basandosi su narrazioni indirette di eventi accaduti in aula che talvolta risultano essere frutto di fraintendimenti o dell’immaginazione degli studenti. Questa carenza di garanzie, unita all’assenza di uffici tecnici esperti a supporto dei dirigenti, espone i docenti a una sorta di gogna che impatta pesantemente sulla sfera sociale e familiare, rendendo urgente una riforma del sistema che metta al centro la dignità umana prima ancora della sanzione.
Sicurezza e gestione della malattia
Sul fronte della sicurezza, l’analisi ha evidenziato come le recenti innovazioni legislative, tra cui la legge 25/2024 e il decreto sicurezza 54/2026, abbiano introdotto tutele senza precedenti, prevedendo aggravanti penali, l’arresto obbligatorio in flagranza e risarcimenti pecuniari a favore dell’istituzione scolastica in caso di aggressione ai danni del personale. Parallelamente, la gestione della malattia richiede massima prudenza poiché, sebbene sia possibile allontanarsi dal domicilio fuori dalle fasce di reperibilità (10-12 e 17-19) senza pregiudicare la guarigione, la falsa attestazione rimane un reato grave e causa tipica di licenziamento. Anche la vigilanza sugli alunni resta un tema centrale di responsabilità, poiché la colpa del docente è presunta e richiede una prova liberatoria per dimostrare l’assenza di un nesso causale tra la condotta tenuta e l’evento dannoso occorso allo studente.
Il dirigente è il datore di lavoro del personale scolastico
Per quanto riguarda l’organizzazione scolastica, il dirigente agisce come un vero e proprio datore di lavoro con ampi poteri discrezionali nell’assegnazione delle classi e nella valorizzazione delle risorse, a patto che gli ordini di servizio siano sempre formulati per iscritto e adeguatamente motivati. Al termine delle lezioni, il personale rimane a disposizione dell’istituto per le attività deliberate nel piano annuale e deve richiedere formalmente le ferie per poterne usufruire, fermo restando l’obbligo di partecipazione agli scrutini e agli esami. Infine, la partecipazione ai collegi docenti online, inclusi quelli con funzioni deliberative, rappresenta ormai uno strumento stabile che richiede un uso consapevole della tecnologia e il rispetto del decoro istituzionale, lo stesso che il docente è tenuto a mantenere sui social network in virtù del suo status di pubblico ufficiale.

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